Incarichi diretti, la svolta della Città
Pubblicati i concorsi pubblici per gli appalti di pulizia. Il sindaco Michele Foletti: ‘Diciamo che prima eravamo un po’ in difetto con quella legge lì’
Di Alfonso Reggiani
Non dovrebbe far notizia la pubblicazione di quattro concorsi pubblici per attribuire appalti nel settore delle pulizie da parte di un ente pubblico. A Lugano, però, rappresenta una novità, dopo due anni e mezzo e una dozzina di articoli sul tema nell’indifferenza (quasi) generale di partiti storici e media cartacei e online. Solo quando lo stesso Municipio ha passato la Peppa Tencia a Berna e in precedenza un consigliere comunale (Giovanni Albertini) ha presentato due atti parlamentari in merito, l’informazione ha avuto l’onore della cronaca. Questo, nonostante si tratti di soldi pubblici e la legge parli chiaro.
‘Una scelta autonoma’
Pure l’annuncio sull’albo comunale è passato in sordina. Eppure, il caso degli incarichi diretti (commesse pubbliche oltre i 5’000 franchi assegnate senza concorso o su invito) a Lugano è arrivato a Berna nell’ottobre del 2025. Ed è stato lo stesso Municipio a inoltrare le segnalazioni di una presunta infiltrazione mafiosa al Ministero pubblico della Confederazione (Mpc), all’Ufficio federale di polizia (Fedpol). Le situazioni anomale sono state sottoposte alla Commissione federale della concorrenza. Interpellato da ‘laRegione’, il sindaco di Lugano Michele Foletti assicura che la scelta dell’Esecutivo non sia stata dettata né imposta da Berna né da Bellinzona: «Non avremmo potuto andare avanti con i mandati diretti sempre alle stesse aziende. Non c’erano motivi tecnici per perpetuare questa dinamica. Diciamo che prima eravamo un po’ in difetto con quella legge lì (sulle commesse pubbliche, ndr). C’è voluto più tempo del previsto. La preparazione è stata laboriosa, abbiamo voluto e dovuto allestire un bando da zero, dopo un’analisi di ciò che veniva fatto in modo da poter preparare un concorso il più corretto e oggettivo possibile, affinché tutti gli interessati potessero partecipare con le informazioni necessarie. Speriamo di poter aggiudicare i lavori nelle strutture della divisione sport e della divisione immobili con l’inizio del nuovo anno».
Una vicenda che risale al 2022
La decisione di procedere con i concorsi pubblici, tuttavia, non figura nelle risposte del Municipio agli atti parlamentari presentati a gennaio e nel giugno del 2025 da Giovanni Albertini (Avanti con Ticino&Lavoro). Alla prima interpellanza che chiedeva se fosse stata avviata un’indagine interna per accertare l’identità della persona che ha divulgato informazioni riservate a un privato, l’Esecutivo non aveva risposto trincerandosi dietro l’inchiesta penale nel frattempo aperta dal Ministero pubblico (e non ancora chiusa). Ricapitoliamo: la vicenda risale all’autunno del 2022, quando un cittadino viene minacciato in un locale pubblico, dopo aver verificato l’attribuzione delle commesse assegnate dalla Città di Lugano senza concorso pubblico e dopo aver individuato alcune situazioni strane e di rilevanza pubblica. Tra queste, l’aggiudicazione di tanti incarichi diretti a poche società. In particolare, ma non solo, a una società attiva nel settore delle pulizie di cui avevamo già scritto nell’edizione del 4 aprile del 2024. Sempre nel 2022, il cittadino denuncia l’aggressore, che viene condannato con un decreto d’accusa. L’aggressore, però, a verbale, ha dichiarato di essere stato contattato da un responsabile del Dicastero sport di Lugano, che gli ha raccontato della richiesta di informazioni formulata dal cittadino anche sugli incarichi ricevuti dalla sua ditta. Dopo l’uscita dell’articolo, la Città è costretta a segnalare la questione al Ministero pubblico che apre un procedimento penale per violazione del segreto d’ufficio.
Se l’eccezione diventa la regola
Albertini è tornato alla carica dopo aver appreso (sempre su ‘laRegione’) che nel 2024 sono stati assegnati 2’190 incarichi diretti o su invito per un totale di 63,725 milioni, ovvero 10 in più rispetto all’anno precedente. Dal canto suo, il Municipio ha spiegato che una comparazione tra gli anni è “difficilmente attuabile in quanto la lista pubblicata riguarda le delibere avvenute nell’anno di competenza mentre la relativa contabilizzazione dell’acquisto potrebbe avvenire in un altro anno a dipendenza del periodo in cui la commessa viene fornita o prestata. Quindi vi possono essere delle diversità temporali che riguardano la contabilizzazione dei mandati deliberati in precedenza”. Pur senza motivare le mancate gare pubbliche, l’Esecutivo ha sottolineato che “i mandati sono assegnati dai responsabili di ogni servizio/centro di costo in maniera indipendente per le attività di propria competenza tenendo conto delle soglie previste dall’art. 7 cpv. 3 della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) per le procedure a incarico diretto”. Però, la LCPubb chiarisce che la procedura senza concorso dovrebbe essere l’eccezione, non la regola. Alcune società hanno ottenuto parecchie commesse nel giro di un anno. Appare tutto regolare rispetto a ogni incarico diretto preso singolarmente, ma sommando gli appalti, si supera ampiamente il limite indicato dalla legge per ogni settore.
Il rischio? La commistione di interessi
Matteo Poretti, coordinatore dell’Mps del Luganese, in un articolo pubblicato su naufraghi.ch, ha messo in evidenza come in taluni settori (pulizie e di pavimentazione stradale) le commesse siano facilmente pianificabili sull’arco di un anno, ma sono ‘spezzettate’ per fare in modo di rientrare nei limiti dei valori fissati dalla legge (150’000 per le pulizie, 300’000 per le pavimentazioni), poi sono attribuite alle ditte. Un modo di fare che non rispetta “la volontà del legislatore, né gli orientamenti della giurisprudenza, che era quello di limitare il ricorso alla procedura su invito e su incarico diretto, per evitare una distorsione della concorrenza e una perdita di controllo sulla gestione di consistenti mezzi finanziari pubblici”. Poretti ha sottolineato come il fenomeno stia dilagando non solo a Lugano ma in tutto il cantone. Questo è evidentemente un problema, siccome tali commesse “concorrono a formare una commistione fra interessi pubblici e privati che è uno dei canali privilegiati alla base del clientelismo storico che affligge il Ticino”. Ora la Città vi ha posto rimedio. Almeno in parte.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-09-03T07:00:00.0000000Z
2026-09-03T07:00:00.0000000Z
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