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Vannacci, ecco cos’ha detto a Mendrisio

Di Elia Agostinetti, consigliere comunale, Mendrisio

Da bambino guardavo spesso Zelig. Poi ho smesso: troppo ripetitivi gli slogan, troppo volgari i contenuti, ha finito per annoiarmi. Non sapevo però che questa maniera di fare spettacolo sarebbe valsa, (...)

(...) un paio di decenni dopo, un biglietto per il parlamento europeo a una personalità come Roberto Vannacci, a cui va dato il merito di sapere come intrattenere una folla. Passeggiando allegramente da una parte all’altra del palco, mercoledì a Mendrisio, il generale (destituito) ha intrattenuto il pubblico, fornito dalla sezione locale dell’Udc, con un monologo dove ha sciorinato tutti i suoi cavalli di battaglia. Dall’Unione europea, sbandierato come motivo del suo invito ma in realtà sfiorato solo sul finire; all’immigrazione, imposto dall’invitato come tema di chiusura dopo oltre due ore di show (assolutamente senza contraddittorio, dato che nemmeno le domande dal pubblico, oltre alla presenza di giornalisti, erano permesse); al concetto di famiglia, che non può, secondo l’europarlamentare, prendere in considerazione una qualsivoglia parità tra i generi o omogenitorialità.

L’ex generale parte da alcune mezze verità di comune sentire sulle quali, tramite citazioni che spaziano da Marx ad Angela Merkel e qualche statistica (priva di qualsiasi contestualizzazione sociologica), costruisce argomentazioni traballanti che mirano sempre a toccare le emozioni più basse del pubblico. Vannacci lancia slogan ad arte, conditi con qualche battuta da bar. Eppoi, soprattutto, una funzionale critica a tutto: l’emergenza climatica (un’invenzione dell’Ue per imporre debito ai Paesi membri tramite il Green Deal); lo Stato, colpevole di minare la meritocrazia a favore degli onnipresenti perditempo; Giorgia Meloni, troppo di sinistra nelle sue politiche migratorie; Ursula Von Der Leyen, che pensa solo ai propri interessi; la scuola, che si prende a carico (paragonabilmente a tutte le dittature della storia, dice) l’educazione dei figli che spetterebbe invece ai genitori, costretti (perché una madre, se potesse, non sceglierebbe mai di portare avanti la propria carriera) a lavorare entrambi a causa della pressione sui salari esercitata dall’immigrazione (non dai datori di lavoro, ci mancherebbe).

Vannacci non dimentica di andare pesante sul suo cavallo di battaglia: le minoranze, che per il solo fatto di essere tali vanno marginalizzate in favore di una mitizzata normalità da XX secolo, tanto cara ai nostalgici del “si stava meglio prima”. E quindi bordate alle coppie omogenitoriali, che non dovrebbero avere il diritto di adottare dei figli perché la famiglia, da che mondo è mondo, ha un padre e una madre. Bordate agli immigrati, con la loro connaturata criminalità indipendente dal Paese d’origine (come se un importante comun denominatore come l’emarginazione impostagli nel Paese d’arrivo non avesse conseguenze o responsabilità sulle loro condizioni di vita), che minano la coesione sociale: entità, essa, basata sul dovere e sul sacrificio che si è disposti a fare per un connazionale (ma solo se i nostri nonni hanno combattuto assieme la guerra).

E non sono mancati accenni a come sarebbe il mondo se potesse imporsi la sua visione: e quindi quelli della Xa Mas diventano “uomini valorosissimi”, mentre le centinaia di persone che manifestano un’alternativa davanti ai cancelli del Coronado “scherzano, io manifesterei con la dinamite nello zaino”. Un incitamento alla violenza politica con riferimenti squadristi. E in sala, a godersi questo spettacolo, tanti italiani ma anche diversi giovani, che chissà con quali idee l’indomani si sono approcciati ai propri compagni di banco.

Chissà se ci ha pensato, a quest’ultimo aspetto, il Primo Cittadino della nostra Città, prima di invitare un personaggio così carismatico che, si sapeva, avrebbe portato idee che possono solo sgretolare la coesione che così faticosamente Mendrisio cerca di costruire. Ciò che è certo, è che questa conferenza contribuirà a sedimentare ideologie divisive e contribuirà, per ancora molto tempo, alla polarizzazione della nostra società: nulla di cui sentissimo il bisogno.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-02-13T08:00:00.0000000Z

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