Ben ventuno cambi, ma nessuna emozione
Le pessime condizioni del manto erboso non facilitano il compito e nel test fra Svizzera e Norvegia regna la noia. ‘Ora speriamo che tutti rimangano in salute’
“Voglio trovare un senso a questa sera, anche se questa sera un senso non ce l’ha”, canta Vasco Rossi. Una frase che ben rispecchia l’amichevole disputatasi sul pessimo manto erboso dell’Ullevaal Stadion di Oslo. Poca qualità in campo e zero emozioni. Uno zero ripetuto due volte sul tabellone luminoso alla fine dell’incontro a segnare il risultato fra Svizzera e Norvegia. Il terreno da gioco non ha favorito lo spettacolo, ma l’attitudine mostrata da entrambe le squadre ha rivelato in modo eloquente la posta in palio: evitare di correre inutili rischi e infortunarsi nel momento clou della stagione. Non può, dunque, che tornare in auge l’annosa domanda se amichevoli, a marzo, abbiano ragion d’essere. «È fondamentale, ora, che tutti restino in salute», ha commentato Murat Yakin a tre mesi dalla rassegna iridata. Le conclusioni da trarre da questa finestra non sono molte, se non la porta rimasta illibata dopo le quattro reti di Basilea. Il terreno da gioco più marrone che verde ha condizionato le scelte del tecnico renano: esclusi precauzionalmente sia Xhaka che Okafor, acciaccati, il 51enne ha preferito schierare Jashari e Aebischer. Dopo aver puntato quasi un anno su quattro pedine in difesa, Yakin ha inoltre provato la carta del 3-4-3 (complice le poche soluzioni nel ruolo di terzino). Un modulo che ricorda – e parecchio – il sistema proposto durante l’Europeo del 2024 e che, ieri sera, ha permesso di ammirare finalmente Zakaria in qualità di braccetto destro. Il 29enne, talvolta nel Monaco collocato nella difesa... a tre, ha convinto di più rispetto a venerdì effettuando una chiusura fondamentale ‘scoccata’ da poco la mezz’ora. «È una nuova posizione, cerco d’imparare ogni giorno. In una squadra del genere però tutto è semplificato». Se vorrà staccare il biglietto per il Nordamerica, Zakaria dovrà verosimilmente scordarsi di essere un centrocampista. Porzione già ben occupata fra le file della Nazionale. Meno la difesa, che spera di ritrovare stabilità: Akanji è in una fase complicata della sua carriera, Rodriguez e Widmer non sono più giovanissimi. E, allora, in questa finestra internazionale si è messo in mostra Nico Elvedi. Adombrato da Schär, il centrale ha lentamente ritrovato spazio in rossocrociato non facendo nemmeno rimpiangere i piedi educati del 34enne. Un’altra nota lieta è stata la prova di Mvogo, seppur poco sollecitato. «Dopo i quattro gol subiti al cospetto della Germania, il nostro intento era di essere di nuovo solidi». I due baluardi, beninteso, hanno utilizzato più i piedi che le mani. Né l’inarrestabile tridente offensivo norvegese, che nelle qualificazioni aveva realizzato la bellezza di 37 gol in otto partite, né quello rossocrociato sono infatti emersi. Solo un errore avrebbe potuto cambiare il risultato, rimasto ancorato sullo 0-0 nonostante la girandola di sostituzioni. Ben ventuno in totale, ma l’unico a mostrare tutto il suo repertorio è stato Monteiro. La partita si è poi definitivamente svuotata di contenuti. Non un buon segnale in vista del futuro, anzi: la Federazione norvegese segue una filosofia precisa, culminata in tutta una serie di interventi strutturali (ad esempio l’ammodernamento dei centri sportivi), e punta sui giovani mentre la Svizzera pare marciare ormai da qualche anno sul posto. Non è facile sfornare di frequente giocatori di valore mondiale, ancor di più quando la popolazione supera di poco i nove milioni, ma non bisogna perdere il treno. Ora tornerà la routine dei massimi campionati, che si decideranno nelle prossime settimane, poi Yakin comunicherà il nome di chi difenderà i colori rossocrociati nel corso della prossima edizione dei Mondiali. Il primo ritiro avrà luogo dal 25 maggio a San Gallo, dove il 31 maggio (ore 15) si disputerà inoltre l’amichevole contro la Giordania. Qualche giorno più tardi, ossia il 2 giugno, si volerà in direzione San Diego e del campo base. Un’altra partita di preparazione, data e rivale non sono ancora stati rivelati, e poi scatterà la rassegna iridata. L’esordio sarà il 13 giugno a San Francisco contro il Qatar, poi sarà il turno di Bosnia e Canada.
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