‘A Chiasso i saperi per creare lavoro’
Il Comitato contro lo smantellamento del settore Cargo scrive al ‘numero uno’ di Ffs Ducrot. E la manifestazione sale sul palco di Festate
Di Daniela Carugati
C’è una intera regione a supporto dei ferrovieri che, una volta di più, quest’anno si sono ritrovati nella lista del personale di Ffs Cargo da ricollocare. Coinvolti tutti i Comuni dal ponte diga di Melide in giù, il Comitato ‘No allo smantellamento di Ffs Cargo in Ticino’ confida, infatti, che domani sera (dalle 18) a Chiasso siano in tanti a far sentire la propria voce e a protestare contro la perdita di altri 40 posti di lavoro a seguito della chiusura, da fine anno, del deposito macchinisti della cittadina di confine e di quattro punti di carico nel Mendrisiotto e Basso Ceresio. La manifestazione prenderà il via da piazza Indipendenza, percorrerà un tratto di Corso San Gottardo per poi salire (letteralmente) anche sul palco di Festate, in piazza Municipio, dove verrà accolta dal sindaco Bruno Arrigoni. A prendere la parola saranno poi rappresentanti dei macchinisti e dei sindacati, oltre a economisti: annunciata pure la presenza di un esponente del Consiglio di Stato. In queste settimane a testimoniare il proprio sostegno, intanto, sono stati gli oltre 2’400 firmatari (a oggi) della petizione lanciata per sensibilizzare sulla strategia messa in campo dalle Ferrovie. Riorganizzazioni che agli occhi dei sindacati, ma pure delle autorità cantonali e comunali, stanno impoverendo il tessuto economico e sociale locale un pezzo alla volta. Nel 2025 è toccato al trasporto combinato, quest’anno al traffico a carri singoli.
‘Un ridimensionamento inaccettabile’
Un ridimensionamento, quello in atto e contestato, di fronte al quale il Comitato non intende comunque arrendersi: si sta pur sempre parlando del “principale corridoio ferroviario alpino della Svizzera e la porta d’accesso verso l’Italia e il Mediterraneo”, si richiama. Ieri, non a caso, è partita all’indirizzo del ‘numero uno’ di Ffs, Vincent Ducrot, una nuova missiva che reca con sé le rivendicazioni di una terra e di una categoria e dà voce a una situazione che, si ammette, è “tesa”. Istanze che valgono una serie di proposte “concrete e sostenibili” da mettere sul tavolo a difesa di posti di lavoro qualificati. La richiesta cardine? L’apertura di una trattativa tra Ffs, Consiglio di Stato e Comitato. In effetti, si fa capire nella lettera, è prioritario salvaguardare l’occupazione e le competenze. A restituire il quadro della situazione, del resto, ci sono i dati. Al momento, fa notare sempre il Comitato a Ducrot, “circa il 50% del personale Ffs attivo in Ticino opera nella gestione della linea, il 27% presso l’Officina di Bellinzona e il 14% presso Cargo”. La presenza in altri settori, come viaggiatori, immobili o digitalizzazione, appare minoritaria (l’8%) rispetto alla media nazionale (29%). E la situazione, si fa notare, potrebbe peggiorare entro il 2028, con una diminuzione di circa 350 posti a tempo pieno. I collaboratori in Ticino passerebbero da 2’122 a 1’772. “Questa evoluzione – si scrive a chiare lettere – non è accettabile”. Al di qua del Gottardo andrebbero semmai trasferite nuove attività e competenze.
Un polo su rotaia per la sicurezza
Quali sono, però, le controproposte aziendali del Comitato contro lo smantellamento di Cargo? Tra le idee in campo sottoposte a Ducrot c’è, ad esempio, la creazione a Chiasso di “un polo nazionale per la sicurezza ferroviaria”. Sarebbe possibile, si suggerisce, istituire alla stazione internazionale un team specializzato di verificatori e macchinisti dedicato al controllo dei convogli merci e dei vagoni in entrata in Svizzera. In effetti, si rende attenti, “la posizione geografica di Chiasso, le infrastrutture disponibili e le competenze già presenti rendono questa sede ideale per attività di verifica preventiva, in particolare per i trasporti di merci pericolose”. Anzi, il raggio d’azione potrebbe estendersi all’intera rete ferroviaria a Sud delle Alpi, “contribuendo ad aumentare gli standard di sicurezza e a ridurre rischi ambientali ed economici”.
Da officina a centro specializzato
Sempre nella cittadina di confine dal 2023 Ffs Cargo può contare pure su una officina per la manutenzione di locomotive e carri merci. Un servizio per il quale si sono investiti 12 milioni di franchi, dando lavoro a una trentina di persone. Ebbene, questa stessa officina rappresenta, sottolinea il Comitato, “un patrimonio industriale e professionale di grande valore”, di cui i ferrovieri che operano sullo scalo chiassese vanno orgogliosi, proprio per la sua storia. La richiesta, quindi, è chiara: sviluppare questa realtà come centro specializzato nella manutenzione ferroviaria, nella rigenerazione di componenti, nell’ammodernamento del materiale rotabile, nel pronto intervento ferroviario e nell’innovazione diagnostica avanzata. Non solo, lo statuto di stazione internazionale, potrebbe dare il lasciapassare per estendere l’attività verso il mercato ferroviario italiano e internazionale. Certo, si rimarca, “affinché questo progetto possa avere successo è necessario garantire all’officina una reale autonomia gestionale, commerciale e strategica”.
Il nodo delle società Cargo
Guardando oltre i confini del Distretto, il Comitato ipotizza altresì la costruzione di un polo di competenze ferroviarie in Ticino, approfittando della collaborazione di Usi, Supsi e delle scuole professionali e dei centri di ricerca. Vi è poi un altro nodo da sciogliere, quello dei rapporti tra Ffs Cargo e Sbb Cargo International, già peraltro sollevato di recente dall’assemblea del personale Sev. Aver separato queste due società, si motiva all’indirizzo di Ducrot, ha “indebolito la sostenibilità economica del traffico a carri isolati”. Si ritiene necessario, quindi, “valutare una riunificazione delle attività oppure forme di integrazione più strette che consentano a Ffs Cargo di beneficiare anche del traffico di transito, oggi segmento economicamente più redditizio del settore merci”. In altre parole, si fa capire, “una gestione unitaria permetterebbe una migliore compensazione tra attività redditizie e prestazioni di sevizio pubblico, rafforzando il sistema”. Temi da discutere ve ne sono, insomma, non pochi. Adesso non resta che attendere la risposta del ‘numero uno’ delle Ferrovie.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-06-11T07:00:00.0000000Z
2026-06-11T07:00:00.0000000Z
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