Addio a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food
Il fondatore del movimento internazionale Slow Food, Carlo Petrini, è morto all’età di 76 anni nella sua città natale Bra, in Piemonte. Aveva creato Slow Food a metà degli anni 80 per promuovere il “diritto al piacere” e un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti. Il movimento, nato come alternativa al fast food americano, oggi è presente in molti Paesi e si basa su gruppi locali che organizzano corsi di cucina, degustazioni e visite ai produttori.
Nato nel 1949, soprannominato “Carlin”, Petrini aveva lavorato come gastronomo, giornalista e scrittore. Nel 1986 lanciò l’iniziativa Agricola, da cui nacque Slow Food Italia. I suoi principi guida erano “buono, pulito e giusto”, rappresentati dal simbolo della chiocciola. Nel 1989, con la firma di un manifesto a Parigi da parte di delegazioni di 20 Paesi, Slow Food divenne internazionale. Petrini ne fu presidente fino al 2022. L’organizzazione lo ricorda per la sua energia, sensibilità e determinazione.
Petrini contribuì anche alla fondazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e della rete interreligiosa Laudato si’. Pur ispirata all’enciclica di papa Francesco, Petrini si definiva non credente. Nel 2004 la rivista Time lo inserì tra gli “eroi europei”, nel 2008 The Guardian lo elencò tra le cinquanta persone che potrebbero salvare il mondo. Partecipò spesso a incontri internazionali, dalle Nazioni Unite ai vertici sul clima, sostenendo la necessità di filiere locali e giuste. Tra i suoi motti più noti: “Chi semina utopia raccoglie realtà”.
CULTURE E SOCIETÀ
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