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È calato un po’ il silenzio sulla fusione tra Sam e Tigers

I punti da chiarire sono ancora molti e non solo fra i club

Di Dario ‘Mec’ Bernasconi

È calato un po’ il silenzio sulla possibile fusioneaggregazione-assorbimento e quant’altro fra Lugano Tigers e Spinelli Massagno. Non sappiamo se si stanno finalmente preparando i budget e le possibili sponsorizzazioni che devono essere la base del discorso fra le due società. Visto che i tempi corrono e siamo oramai all’ultima settimana della fase a orologio, quella prima dei playoff, servirà pure un chiarimento con la Federazione per capire quali sono le possibili strategie per formare una sola squadra anziché averne due. Aspettiamo con interesse questa evoluzione perché è chiaro che le due società attuali sono pronte a iscriversi al nuovo campionato e un loro dietrofront sarebbe un intoppo, anche se ne abbiamo viste di ogni colore e dimensione in questi lustri: squadre escluse e poi riammesse, squadre riammesse e poi escluse, squadre che scompaiono, altre che vengono promosse dai soldi e non dalla classifica di Serie B e via discorrendo. Per non parlare di campi da gioco fuori misura e tollerati a oltranza o canestri non omologati che ancora imperano nel nostro campionato. Se qualcuno pensa che stia denigrando si sbaglia, sono tutte informazioni documentate e che fanno la parte triste del nostro mondo cestistico.

Le parti belle sono invece quelle legate alle prestazioni delle squadre, sempre più legate al fattore finanziario e non solo per quanto riguarda il Ticino. A Neuchâtel, sono parole di un dirigente scambiate sabato pomeriggio, si stanno facendo le nozze con i fichi secchi, sempre alla ricerca di qualche soluzione per non affogare. A Basilea dicono la stessa cosa di Monthey anche se solo a microfoni spenti, come si dice in gergo. Sul campo invece si vedono buone cose, sempre limitatamente ai mezzi a disposizione. Abbiam già detto della prestazione degli juniores del Lugano contro il Pully e abbiamo riferito delle belle prove dei vari Picco, Manzambi e Karabasic a Massagno nella sfida contro i neocastellani e non solo. Sono tutti giovani dei due vivai, compresi alcuni ‘scambi’, che dimostrano che lavorare con le nuove leve si può ancora fare: occorre avere allenatori di spessore come Montini e Attallah, che sono certamente anche due validissime persone, e che sanno cavare il meglio. La crescita del gioco di squadra delle due compagini ne è una testimonianza e il fatto che ci siano sempre due centurie di spettatori è un discreto segnale di voglia di basket. In fondo, 200 persone a vedere la pallacanestro sono, in proporzione, più o meno come i 3’000 che frequentavano Cornaredo quando la capacità era di oltre 6’000. Quindi guardiamo avanti con fiducia e il derby di sabato, l’ultimo della stagione, potrebbe essere l’ultimo per davvero.

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2026-04-01T07:00:00.0000000Z

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