Vargas: ‘Occhio alle loro provocazioni’
Prima di Svizzera – Colombia (ore 22), la punta del Siviglia mette in guardia i compagni. Tami: ‘Quella sudamericana è una squadra davvero completa’
Murat Yakin e la sua truppa scenderanno in campo stasera (22 ora svizzera) in un match per il quale saranno giudicati nel corso dei prossimi quattro anni. Per la terza volta di fila di scena a Vancouver, alla Colombia di Luis Diaz contenderanno il biglietto per i quarti di finale, e di conseguenza per il Panthéon del football svizzero. L’ambizione – legittima – certo non manca. «Ora vogliamo di più», diceva infatti Dan Ndoye dopo il solido successo sull’Algeria nei sedicesimi (2-0). «Se vogliamo scrivere la storia, non dobbiamo accontentarci degli ottavi di finale», specificava Breel Embolo. «Sono felice di quanto fatto finora dai ragazzi», aggiungeva il mattino seguente Pier Tami, direttore delle squadre nazionali, «ma voglio credere che i nostri giocatori abbiano ancora fame».
Un sano appetito agonistico è infatti necessario per superare lo scoglio colombiano e poi incrociare sul nostro cammino, con ogni probabilità, l’Argentina di Leo Messi al turno successivo. Dopo le più o meno dolorose eliminazioni a questo stadio della competizione subite nel 1994, 2006, 2014, 2018 e 2022, l’annata 2026 dovrebbe essere quella che davvero farà entrare la Nati in una nuova dimensione, cioè quella delle squadre migliori al mondo. E l’occasione per farlo non potrebbe essere più propizia: stanziata da una settimana in quel di Vancouver, la truppa di Murat Yakin ha potuto contare – oltre che su un giorno in più di riposo – anche sul fatto di non dover affrontare alcun viaggio. I colombiani, invece, hanno dovuto per l’ennesima volta in questo torneo adattarsi a un nuovo fuso orario. Ma, soprattutto, finora la Svzzera ha saputo evitare i dissidi e le polemiche che l’avevano travolta invece nei momenti più delicati nel corso delle recenti campagne mondiali in Russia e in Qatar. A confortare tutti c’è pure il fatto, innegabile, che i rossocrociati stiano costantemente crescendo a livello di condizione fisica e potenza. Dopo un avvio di torneo un po’ stentato – il pareggio 1-1 concesso al Qatar e i primi 70 minuti contro la Bosnia-Erzegovina – sono infatti giunte le due vittorie su Canada e Algeria, convincenti sotto tutti i punti di vista, e ora gli elvetici attendono senza timore il prossimo rivale, vale a dire la selezione cafetéra. «Ma non dobbiamo assolutamente sottovalutare la Colombia», si è premurato di avvertire Tami. «Si tratta infatti di una squadra che mi ha impressionato, specie per la sua forza muscolare. E poi è un gruppo interessante anche dal punto di vista tattico e tecnico. Per qualificarci, dovremo dunque vedere la Svizzera migliore di sempre».
I cafetéros giocano quasi in casa
I sudamericani sono sbarcati in Canada dopo aver battuto 1-0 il Ghana a Kansas City. Sostenuti ovunque da un caloroso e numerosissimo pubblico, i colombiani hanno fin qui incassato un solo gol in quattro partite, piovuto nella gara d’esordio contro l’Uzbekistan, vinta 3-1. Temibile, oltre al pacchetto difensivo, è pure quello d’attacco, benché contro il Ghana abbia segnato una sola rete (1-0). Ne fanno parte Luis Diaz – folletto del Bayern Monaco –, il bomber dello Sporting Luis Suarez (in rete ben 38 volte questa stagione), e il celebre veterano James Rodriguez (34 primavere). L’ex giocatore del Real Madrid è innegabilmente in declino, ma sogna di ripetere il bel Mondiale che disputò nel 2014, quando aveva trascinato la Colombia fino ai quarti di finale, un record storico per la Nazionale tricolore.
È la prima volta – dalla sconfitta per 1-0 subita dal Brasile quattro anni fa in Qatar nella fase a gironi – che il gruppo elvetico affronta una squadra sudamericana. «Di solito si tratta di Paesi molto più passionali della media», ha spiegato Ardon Jashari. «Dobbiamo attenderci un avversario aggressivo, che gioca un calcio fatto di intensità e dinamismo». Dopo aver visto il ruvido Paraguay mettere in difficoltà la Francia, anche il lucernese Ruben Vargas si aspetta un match coinvolgente dal punto di vista delle emozioni: «Loro certamente cercheranno il confronto fisico, oltre alle provocazioni verbali. Dobbiamo farci trovare pronti a tutto». Vargas – insieme a Manzambi, Embolo e Ndoye – compone il quartetto ultra-offensivo schierato per la prima volta da Murat Yakin in occasione della sfida agli algerini. E, visto che l’esperimento pare aver funzionato piuttosto bene grazie al sacrificio di tutti e quattro nelle fasi di non possesso, possiamo immaginare che il selezionatore intenda riproporlo contro l’avversario odierno. È pur vero, però, che da quando il Mondiale è iniziato il Ct non ha mai schierato due volte la stessa formazione. A non mancare, senza dubbio, sarà il sostegno dei tifosi rossocrociati – residenti in Nordamerica o giunti apposta per il torneo –, che confluiranno verso lo stadio provenienti dai bar delle varie fan zone, dove si rifocilleranno prima del match, che comincerà alle 13 ora locale. Ma, come sempre, numerosissimi saranno anche gli appassionati che, nella madrepatria, come al solito faranno sentire il proprio apporto dalle piazze, davanti agli schermi giganti. «È un privilegio per noi riuscire a far radunare, a migliaia di chilometri di distanza, così tanta gente», spiega riconoscente Jashari. «Speriamo di farli sognare il più a lungo possibile».
Probabili formazioni
Svizzera: Kobel; Zakaria, Elvedi, Akanji, Rodriguez; Xhaka, Freuler; Ndoye, Manzambi, Vargas; Embolo.
Colombia: Vargas; Munoz, Sanchez, Lucumi, Mojica; Puerta, Lerma, Jhon Arias; Rodriguez, Suarez, Diaz.
Arbitro: Barton (El Salvador).
Vancouver: Calcio d’inizio alle 22 (ora svizzera)
SPORT
it-ch
2026-07-07T07:00:00.0000000Z
2026-07-07T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281861535247109
Regiopress SA