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Aggregazione, salta la tempistica

La Commissione di studio fa il punto e prende atto dello stallo: se ne riparla a dicembre. ‘Una situazione figlia dell’impasse che si sta vivendo in governo’

Di Daniela Carugati

Per il Basso Mendrisiotto ormai è una prova di resilienza. Sembra proprio che il progetto di aggregazione questa terra se lo dovrà proprio sudare. La strada che, almeno negli auspici di chi ci crede, conduce al nuovo Comune si è allungata di un altro po’. Consegnata con solo qualche settimana di ritardo e da un mese sul tavolo della Sezione enti locali, la bozza del Rapporto finale – preludio al dossier vero e proprio – sarà recapitata (di nuovo) alla Commissione di studio con il preavviso della Sezione enti locali tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, non prima. Quanto basta per far slittare la tabella di marcia prevista. La cordata dei cinque Comuni della regione – Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo – che da tempo sta cercando di tratteggiare il profilo della futura città confidava di presentarsi davanti ai Consigli comunali il 26 ottobre prossimo. Una scadenza che oggi è impossibile poter rispettare. Per la Commissione di studio, che in cuor suo spera di poter ricevere anche una risposta dal Consiglio di Stato – nell’incarto vi sono idee e proposte che traducono alcune richieste di sostegno finanziario –, non rimane che attendere gli eventi, quelli che si consumeranno nei prossimi giorni a Palazzo delle Orsoline.

‘Un governo che non decide: un problema’

Ieri la riunione è stata convocata di buon mattino. Ma ai rappresentanti degli attori in campo non è rimasto che prendere atto della situazione. «Abbiamo preso coscienza che i tempi saranno lunghi», ci mette a parte il coordinatore (e sindaco di Vacallo) Marco Rizza. A questo punto, quindi, aggiunge, «non abbiamo assunto nessuna decisione, se non quella di lasciarci sorprendere dalle tempistiche». Anche perché prima a Palazzo delle Orsoline hanno alcuni nodi da sciogliere. «In effetti, il grosso problema oggi è avere un Consiglio di Stato (CdS) che non sta decidendo – va dritto al punto Rizza –. Anche a fronte delle scelte che il governo dovrà prendere la settimana prossima su una eventuale nuova ripartizione dei Dipartimenti. Tutto ciò ci fa dire che dobbiamo aspettare e capire chi sarà a capo delle Istituzioni. A bocce ferme ci riuniremo per comprendere quali sono pure le nuove priorità». La Commissione di studio tornerà, dunque, a sedersi alla sua tavola rotonda per la fine di ottobre. «Siamo un po’ figli di questa impasse del Cantone – rimarca il coordinatore –. E posso anche immaginare che la nostra aggregazione al momento non sia in cima alla lista. Entro ottobre, comunque, sapremo se sarà il caso di bussare ancora alla porta del Dipartimento e del governo. Ci siamo ripromessi, infatti, di aspettare gli eventuali cambiamenti in seno alla conduzione dei singoli dipartimenti, per poi vedere se rifarci vivi e spiegare quali sono le nostre aspettative».

Incerta la data della consultazione

Certo è che pure la discussione e soprattutto la votazione consultiva subiranno uno spostamento di calendario. «Anche se il parere da Bellinzona dovesse giungere in dicembre e, da parte nostra, ci presentassimo in Consiglio comunale all’inizio del 2027, chiuso l’incarto, significherebbe andare al voto, se tutto va bene, nel novembre dell’anno prossimo – ci spiega Rizza –. Diversamente si voterà quando saremo pronti; il che non penso accadrà per la primavera 2028». Di mezzo, in effetti, ci sono pure le elezioni cantonali. Giunti a un bivio, viene da pensare se, obiettivo l’aggregazione, non convenga rinviare l’incarto alla prossima legislatura. Qui, però, all’interno della Commissione di studio le visioni tendono a divergere. «Questa era un po’ la mia idea – ammette Rizza, riconoscendo che la sua posizione è minoritaria –. Si eviterebbe di mettere pressione sui tempi, vedendo accavallarsi decisioni ed elezioni. Anche perché basta poco, un ricorso, per rimandare tutto». La scelta è stata, però, quella di andare avanti. A rischio di sottoporsi a un vero ‘tour de force’. La percezione è che si potrebbe pure accettare una proroga, purché non vada disperso il lavoro fatto sin qui.

Un fondo aggregazione senza risorse?

Un altro nodo non semplice da districare è quello che rimanda agli aspetti economici. «Dopo le comunicazioni di mercoledì sullo stato di salute delle finanze del Cantone – si è annunciato un disavanzo d’esercizio di 98,5 milioni di franchi, ndr –, non abbiamo grandi aspettative – commenta il coordinatore –. Certo sarebbe un po’ peccato. Non dico che significherebbe non credere più nei progetti aggregativi, ma non supportarli almeno minimamente, per la parte amministrativa». In buona sostanza, ci fa capire Rizza, «a livello finanziario, da ciò che si è percepito, in prospettiva a bilancio non c’è più un franco per l’aggregazione sul fondo dedicato. In altre parole, questi progetti non sono più nelle priorità del Cantone. Però non pare corretto: ad altri hanno destinato diversi fondi e investimenti».

La lista dei desideri

Da quanto abbiamo potuto appurare sui processi aggregativi non ancora definiti non si è a oggi stabilito se sarà destinato un contributo e di quanto. Un ‘dettaglio’ che i Comuni del Basso Mendrisiotto vorrebbero fosse messo nero su bianco. Senza dimenticare che l’ultima parola spetterà al parlamento. Del resto, la richiesta di sostegno, ci fa notare Rizza, è motivata. Il Rapporto contiene, infatti, una lista con diversi progetti e idee legati al futuro del nuovo Comune e che orbitano in particolare nell’ambito dell’educazione e della socialità. Si possono fare degli esempi?, chiediamo. «Si tratta di desiderata. Penso – ci dice – alla possibilità di valutare nella regione una pseudo-succursale della Scuola di commercio di Bellinzona, così da permettere a studenti e studentesse del Distretto di non dover avere la trasferta. O ancora una scuola di montagna in Valle di Muggio, che potrebbe trovare delle sovvenzioni, anche se non direttamente legate al fondo aggregazioni. Le nostre richieste restituiscono una ricaduta positiva ma non necessariamente sono tutte a carattere finanziario. Sono – precisa Rizza – delle co-partecipazioni di responsabilità chieste al Cantone; e sulle quali ci aspettiamo si pronunci: oggi non abbiamo ancora un feed-back. Una co-responsabilizzazione verso una aggregazione che parte con un po’ di difficoltà ma che è importante: si parla pur sempre di una città da 20mila abitanti».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-10-02T07:00:00.0000000Z

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