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Da Luigi Tenco a ‘Occhi di gatto’

Anche quest’anno ce n’è per tutti i gusti: è la serata dei duetti, dove il jazz incontra Pupo, in un trionfo di cantautorato (incluso Bowie che canta Mogol)

Di Beppe Donadio

Musicisti classici, ensemble vocali, jazzisti, grandi voci, danzatori e danzatrici, rapper, soubrette, regine dei cartoni animati e anche una giornalista. Ufficializzata sabato, è la gente d’arte varia chiamata dagli artisti in gara per duettare al Festival di Sanremo 2026. È la serata delle cover, quella in cui i nomi famosi raddoppiano, spesso andando a coprire le zone artistiche tralasciate dalla gara, perché non funzionali a essa o non immediatamente commestibili. A volo d’uccello (o di gabbiano, vista la località), ecco titoli e nomi delle collaborazioni.

D’autore

Se non si autosaboterà prima del 27 febbraio, data dei duetti, Morgan si unirà a Chiello per cantare ‘Mi sono innamorato di te’ di Luigi Tenco e, presumibilmente, rifarci la morale sulla musica che conta. Alla serata delle cover non può passare un anno senza De André ed ecco ‘La canzone dell’amore perduto’ nella collaborazione tra Nayt e Joan Thiele, quest’ultima di ritorno all’Ariston, stavolta in forma di duettante. Alfa raggiunge Enrico Nigiotti per cantare ‘En e Xanax’, una delle molte gemme di Samuele Bersani, che non sarà De André ma poco (per l’arte di scrivere canzoni) gli manca. ‘Era già tutto previsto’ sarà Cocciante alla maniera di Leo Gassmann con Aiello. Si ascolterà la bellissima ‘Ti lascio una canzone’, frutto del sodalizio artistico tra Gino Paoli e il fu Peppe Vessicchio, ballad jamestayloriana di cui si farà carico la sola Patty Pravo, perché il lettone Timofej Andrijashenko, il duettante, è primo ballerino del Teatro alla Scala, e su Paoli danzerà. Cantautore per cantautore. Di Enrico Ruggeri verrà eseguita ‘Quello che le donne non dicono’, e sapremo se Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma preferirà il conclusivo “ti diremo ancora un altro sì” del testo originale o il “no” introdotto negli ultimi anni da Fiorella Mannoia, prima destinataria di quella canzone, in chiave di sensibilizzazione. Luché ha scelto ‘Falco a metà’ con tutto Gianluca Grignani, Eddie Brock ha fatto lo stesso con ‘Portami via’ e Fabrizio Moro. Cantautrice per cantautrice: di Carmen Consoli, Mara Sattei e il rapper Mecna canteranno ‘L’ultimo bacio’, dall’omonimo film di Gabriele Muccino, venticinque anni quest’anno (il film, Muccino va per i sessanta).

Allegria

Dalla Russia arriva Pupo per cantare con Dargen D’Amico ‘Su di noi’ (Sanremo 1980), nel cortocircuito garantito dalla tromba del jazzista Fabrizio Bosso. C’è del jazz anche in ‘The Lady Is a Tramp’, cavallo di battaglia di Frank Sinatra di cui si sono appropriati Ditodellapiaga e il fenomeno del momento, TonyPitony (Ettore Ballarino, da Siracusa), campione di provocazione. I due sembrano fatti l’una per l’altro come Elettra Lamborghini e Las Ketchup, attese nel tormentone spagnolo ‘Aserejé’. Si ballerà anche in ‘Baila Morena’ di Zucchero, Samuray Jay insieme a Belén Rodriguez, e alla tromba di Roy Paci. J-Ax era dato duettante con Cochi e Renato e sebbene la canzone scelta sia ‘E la vita, la vita’, del duo comico non vi è ufficialità, a meno che non siano parte della misteriosa Ligera County Fam, la “famigerata” collaborazione annunciata (da ‘ligéra’, “forma di microcriminalità presente nella città di Milano fino alla prima metà del XX secolo”, dall’Enciclopedia digitale). Che dire, quanto ad allegria, di ‘Occhi di gatto’, con la depositaria della canzone Cristina D’Avena che si unisce alle Bambole di pezza.

Elegantoni

Esplosivo appare il connubio tra Serena Brancale, la cantautrice siciliana Delia (Delia Buglisi, terza a X Factor 2025) e il Grammy Award del jazz Gregory Porter, insieme per ‘Besame mucho’, un classicone cantato da mezzo mondo, Beatles inclusi. A Porter farà eco Mario Biondi, sul palco con Alex Britti a supportare il gareggiante Sayf in ‘Hit the Road Jack’, portata al successo da Ray Charles sessantacinque anni fa. La elegantissima ‘Parole parole’, sigla finale del programma Rai ‘Teatro 10’, fu incisa nel 1972 da Mina con l’attore Alberto Lupo, voce recitante di un brano elegantissimo cantato a Sanremo da Fulminacci e, si suppone, parlato da Francesca Fagnani di ‘Belve’. Scelta di gran gusto quella di Raf, che con The Kolors canterà ‘The Riddle’ del britannico Nick Kershaw, una delle migliori espressioni popolari degli anni Ottanta. Per nulla scontata anche la scelta di Francesco Renga, che ha scelto il Bowie in italiano di ‘Ragazzo solo, ragazza sola’, che altro non è se non ‘Space Oddity’ con le parole di Mogol. Il bresciano canterà con Giusy Ferreri, che con Bowie c’entra poco, ma così è. Ermal Meta ha scelto ‘Golden Hour’ dello statunitense Jvke, affidando il pianoforte a Dardust, produttore del brano di Meta in gara.

Classiconi

Ornella Vanoni, passata a miglior vita nel novembre del 2025, verrà ricordata da Michele Bravi insieme a Fiorella Mannoia (‘Domani è un altro giorno’). Jimmy Fontana, che non c’è più da molto più tempo, da Maria Antonietta & Colombre insieme a Brunori Sas, e sarà interessante ascoltare il cosentino, terzo a Sanremo lo scorso anno, declamare a modo suo ‘Il mondo’. Due sono le canzoni del fu Lucio Dalla, ovvero ‘L’ultima luna’, per cantare la quale Tommaso Paradiso ha voluto con sé gli Stadio, e ‘Vita’, il duetto con Gianni Morandi che nel caso di Tredici Pietro, figlio di Gianni, sarà con Galeffi e Fudasca & Band. Della vivente Gianna Nannini, Levante ha scelto ‘I maschi’ da cantare con Gaia, mentre Fedez & Masini hanno preferito ‘Meravigliosa creatura’, estesa al violoncellista croato Stjepan Hauser. Tra i classici c’è anche la Mina di ‘Mi sei scoppiato dentro al cuore’, che Malika Ayane ha voluto condividere con l’attore Claudio Santamaria. Il duettare tra napoletani porterà Tullio De Piscopo all’Ariston con la sua ‘Andamento lento’, da cantarsi insieme ai conterranei LDA & AKA 7even. E chiudiamo con il napoletano Sal Da Vinci, che ha scelto Michele Zarrillo per cantare la di lui ‘Cinque giorni’, un classicone di Sanremo. Cinque giorni, come quelli, lunghissimi, del Festival.

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