‘Preparazione intensa, ne vedremo i frutti’
L’Ambrì Piotta di Tommaso De Luca ricomincia dall’Ajoie. ‘La voglia di tornare a fare sul serio è molta, e penso che siamo pronti per farlo’
Di Moreno Invernizzi
Ambrì – Altro che quiete prima della tempesta. Sotto le volte della Gottardo Arena, la vigilia dell’ingaggio d’apertura della nuova stagione sa di sudore e del classico olio di gomito. Sul ghiaccio i giocatori – anche quelli con la casacca rossa, che verosimilmente stasera non giocheranno perché acciaccati o semplicemente in soprannumero – macinano chilometri tra esercizi di pattinaggio e altri di abilità nel controllo del disco. Non c’è più il trillo del fischietto con cui Cereda un anno fa, di questi tempi, richiamava all’attenzione i suoi uomini. No, Tapola, il suo successore, usa semplicemente la voce, ma quando ritiene sia necessario, si fa sentire pure lui forte e chiaro. Quasi a voler ribadire che quell’impegno e quella disciplina che l’allenatore dei biancoblù ha sottolineato più volte di voler vedere dai suoi uomini (sul ghiaccio e fuori) non sono solo parole, ma un concetto che va assolutamente tradotto in pratica. A cominciare da questa sera – quando a Porrentruy, proprio dove qualche mese fa l’Ambrì Piotta aveva messo il punto finale alla sua tribolata stagione – inizierà ufficialmente il campionato 2026/27 dei biancoblù. E quando l’arbitro effettuerà l’ingaggio d’apertura del match con l’Ajoie, con i suoi 21 anni, 8 mesi e 16 giorni, Tommaso De Luca diventerà ufficialmente il capitano più giovane della storia dei biancoblù (o, almeno, di quelli che hanno vestito la maglia con la ‘C’ cucita addosso in occasione della prima partita di campionato, visto che come riportano le statistiche di Brenno Canevascini, Luca Viganò lo fece a 21 anni, 2 mesi e 13 giorni, ma a campionato in corso).
Da un anno all’altro, di cose per il numero 88 dei biancoblù ne sono insomma cambiate parecchie: se la stagione 2025/26 l’aveva iniziata con indosso i panni del giovane dal potenziale per gran parte ancora da esprimere, dodici mesi dopo De Luca si ritrova in quelli di trascinatore del gruppo, forte di quella ‘C’ di capitano ereditata da Daniele Grassi. «Beh, sì, effettivamente sono cambiate tante cose, ma ce ne sono anche altre che sono rimaste le stesse – tiene a sottolineare subito in entrata di chiacchierata il neocapitano dell’Ambrì Piotta –. Un anno fa guardavo al campionato entrante con molta emozione, forse ancora più di quella che provo ora, ma con la medesima fiducia. È pur vero che questo mio ruolo in seno alla squadra mi investe di maggiori responsabilità nei confronti del gruppo, e sono pronto a farmene carico. Capiterà, cammin facendo, che debba prendere per mano la squadra per aiutarla a superare i momenti meno belli, e io dovrò essere pronto e cercare di farlo nel miglior modo possibile, proprio come altri hanno fatto prima di me. Per il resto, lo spirito che mi anima è immutato: capitano o non capitano, sono sempre andato sul ghiaccio per cercare il risultato, per cercare di vincere le partite, e così farò anche in futuro». E, in questo senso, accluse a quella ‘C’, nel passaggio di consegne da Grassi, c’erano pure le… istruzioni per l’uso? «Ci siamo già parlati un paio di volte nelle scorse settimane. Daniele era ed è ancora un giocatore da prendere a modello all’interno dello spogliatoio: ha sempre aiutato i compagni e sono certo che lo farà pure in futuro. Sicuramente cammin facendo lo farà anche con me, dandomi consigli su come instaurare il rapporto ideale con la squadra anche nei momenti più delicati».
Si ricomincia da Porrentruy, sulla stessa pista e contro il medesimo avversario con cui avevate chiuso la passata stagione. Con che sensazioni? «In questo mese fatto di allenamenti sul ghiaccio alternati a partite amichevoli, il gruppo è cresciuto parecchio per intensità e per mole di gioco. In generale, partita dopo partita, abbiamo fatto sempre un passo avanti, integrando gradualmente nel gruppo anche chi per un motivo o per l’altro ha dovuto saltare le prime partite. C’è voglia di iniziare a fare veramente sul serio, e penso anche che siamo pronti per farlo: ho buone sensazioni e sono fiducioso per questo primo impegno. Sfidare l’Ajoie in casa sua non è mai cosa facile; è vero che nel playout alla fine l’avevamo spuntata noi, ma anche in quell’appendice i giurassiani ci avevano fatto sudare parecchio, specie davanti al loro pubblico. Noi, a ogni modo, andremo in pista con l’obiettivo di portare a casa punti, e faremo di tutto per riuscirci». Quali sono i punti di forza di questo Ambrì Piotta? «Sarà una squadra con più energia, e che porterà sul ghiaccio maggiore intensità, considerando che in queste settimane di training camp abbiamo pattinato parecchio». In questo senso, come è cambiata la marcia di avvicinamento dalla gestione di Cereda a quella di Tapola? «È stata una preparazione molto dura e intensa, con diverse giornate in cui ci siamo allenati anche due volte, a cui vanno sommate le otto amichevoli disputate. La strada che ci porta alla prima di campionato è stata lunga e dura, ma sono certo che i benefici di tutto questo lavoro li vedremo in partita».
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