Danni per 420mila franchi: ‘Disguidi, ma sono dispiaciuto’
Accordo fra le parti nella pena (20 mesi) inflitta al 31enne
di Cristina Ferrari
Li ha definiti “disguidi”. Sarebbe stata questa la miccia, per utilizzare una metafora, che ha scatenato la reazione di un 31enne, cittadino italiano, ausiliario di pulizia, nella notte fra il 18 e il 19 maggio 2023, quando cagionò intenzionalmente un incendio ai danni di due aziende di Riva San Vitale, che avevano sede nello stesso terreno. «Mi hanno minacciato, almeno io l’ho interpretato in questo modo – è stata la sua giustificazione –, avevo evidenziato situazioni che non ritenevo corrette e nella loro reazione può essere che io abbia interpretato in maniera esagerata alcuni messaggi, in ogni caso non è stata una reazione normale, che non ho mai avuto in precedenza e che cercherò di non più avere in futuro».
All’uomo, reo confesso e collaborativo nel corso dell’inchiesta, difeso dall’avvocato d’ufficio Anna Grümann, è stato riscontrato un disturbo bipolare: «Sono dispiaciuto» le sue parole, prima della sentenza che lo ha condannato a 20 mesi sospesi per un periodo di prova di 2 anni più una pena pecuniaria e l’espulsione dalla Svizzera per 5 anni. Una pena frutto dell’accordo fra le parti, come anticipato a inizio processo dal procuratore pubblico Simone Barca.
Chiaro e diretto il giudice Paolo Bordoli: «La pena tiene adeguatamente conto della perizia di scemata imputabilità. L’accusato ha sempre saputo quello che succedeva ma al momento di passare all’atto non ha potuto controllarsi. Ciò ha avuto un effetto sulla colpa e sulla pena che poteva essere più alta» ha evidenziato, invitandolo a seguire un trattamento terapeutico in Italia. Di un certo tenore economico i danni cagionati, oltre 420mila franchi.
MENDRISIOTTO
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