Quando amore fa rima con errore
Il consueto stile tagliente, non manca l’ironia. È in libreria ‘Destinazione errata’, il nuovo romanzo di Domenico Starnone, pubblicato da Einaudi
Di Enrico Lombardi
Domenico Starnone è un autore fra i più noti e affermati del panorama letterario italiano contemporaneo. Napoletano trapiantato da tempo a Roma, ha esordito ormai quasi 40 anni fa con il volume ‘Ex Cattedra’, che come altri suoi libri successivi ha dedicato all’esperienza diretta di insegnante e alle storie dei suoi studenti. Nella sua fitta produzione di opere non di rado tradotte anche in versioni cinematografiche o teatrali, spicca ‘Via Gemito’ (2001) che gli è valso il Premio Strega. Ormai ultraottantenne torna in libreria, con un romanzo, ‘Destinazione errata’ (Einaudi), che riprende e approfondisce un altro suo importante ‘filone narrativo’, quello dell’indagine della natura ineffabile e misteriosa delle relazioni umane, specie quelle sentimentali. Lo fa, come al solito, con uno stile tagliente, in cui non manca l’ironia, per descrivere la storia di un protagonista trentottenne, sceneggiatore televisivo, felicemente sposato con Livia, un’ attraente donna di successo in ambito universitario da cui ha avuto tre figli ancora piccoli, che lui deve spesso accudire. Proprio in un tale frangente, assente Livia per un congresso, l’uomo si dibatte tra pianti e lamentele dei bambini mentre comunica via WhatsApp con la collega di lavoro Claudia, con la quale sta scrivendo, senza troppa convinzione, la sceneggiatura di una serie televisiva. È nella prima pagina del romanzo che tutto viene spiegato: lui è confuso, messaggia con moglie e collega, finché un suo “ti amo” indirizzato alla moglie arriva invece per errore a Claudia, che risponde dichiarando sorprendentemente di ricambiare da tempo il sentimento.
La questione potrebbe facilmente risolversi con una rettifica e qualche scusa; e invece no, tutto assume una piega progressivamente imprevista proprio perché lui non sa e non vuole prendere una decisione. L’inaspettata e seria dichiarazione d’amore di Claudia dapprima lo confonde, lo turba, poi lo intriga e lo eccita, al punto che con l’andare delle ore e delle poche giornate in cui si racchiude il romanzo, viviamo con il protagonista tutte le variazioni e gli sbalzi d’umore o d’amore (meglio dire desiderio) che egli scopre di vivere improvvisamente suo malgrado, nonostante la certezza dei suoi sentimenti per la moglie e per la vita famigliare. Non sa capire, insomma, se si tratti di amore (che non dovrebbe provare) o di infatuazione, due termini che tornano nel libro a segnare un sottile confine destinato a restare indefinito. L’uomo proverà a mettersi a nudo non solo (anche letteralmente) con Claudia, ma pure con la suocera di lei, Clelia (che pare capire tutto e anche di più) e con l’anziano amico scrittore Carlo, che potremmo in un certo senso considerare una sorta di “alter ego” dell’autore e che dice a un certo punto al protagonista: “mi piaci tu fin da quando ti ho conosciuto, mi piacciono i tuoi guai, mi piace darti una mano, mi piace vedere come va a finire il tuo bordello esistenziale, mi piace perfino pensare che sei giovane, hai grandi energie creative, ne caverai presto un romanzo straordinario, che io per parte mia non saprei scrivere”.
Tradimento a termine
Quel romanzo è, appunto, ‘Destinazione errata’, che non è solo la definizione sintetica di uno sbagliato invio di un messaggio, ma anche il luogo del non detto e del non risolto, del sottaciuto: il protagonista, in preda ormai a un febbrile desiderio di compiere questa sorta di ‘tradimento a termine’, non dirà nulla alla moglie e nasconderà a Claudia, fino quasi alla fine del libro, che il suo messaggio d’amore era stato mandato a lei erroneamente. Tutto in lui è e rimane equivoco, non per cattiveria, non per cinismo, ma potremmo addirittura dire “per dabbenaggine”. Si sente ed è definito “una brava persona” e come tale non vuole scontentare nessuno, accontentando il proprio desiderio di portare fino in fondo e poi abbandonare quel rapporto clandestino. Ma se amore fa rima con errore, è difficile pensare che non capiti, a un certo punto, che si arrivi alla resa dei conti. Così come è nella prima pagina del romanzo che si scopre tutta la vicenda, sarà solo nell’ultima che si capirà quale ne è la conclusione. ‘Destinazione errata’ è un libro che si legge con piacere, empatia, passione e compassione per un personaggio senza nome che resta impresso a lungo nella memoria. Un uomo come tanti, che si definisce “figlio di due insegnanti di materie scientifiche, felicissimi prima della mia nascita, infelicissimi dopo, entrambi di un giovanilismo ripugnante: mia madre attenta a tirarmi su in modo che non diventassi una carogna come mio padre, mio padre teso a evitare che finissi preda di donne infami come mia madre”. Forse parte da lì, da quella condizione esistenziale, il viaggio di un personaggio destinato a errare, nel mondo opaco dell’incertezza.
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