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La gravità, una storia scientifica

L’attrazione magnetica ha un’aura misteriosa, recentemente evocata dal presidente Trump per giustificare uno dei giri di dazi alla Cina; ancora più esotiche sono le forze nucleari; la gravità, invece, ci è abbastanza familiare: le cose sono pesanti e cadono. Ma anche la semplice gravità ha una storia che – volendo partire dalla scienza moderna – vede Copernico, Galileo e Keplero preparare il terreno per la legge di gravitazione universale di Newton, quella in grado di spiegare allo stesso tempo la caduta degli oggetti sulla Terra e il movimento dei corpi celesti. E poi abbiamo Henry Cavendish che con ingegnosi esperimenti ne misurò con precisione l’intensità, permettendo così di calcolare le masse di Terra, Sole, pianeti e, più tardi, delle lontane stelle. Loránd Eötvös migliorò lo strumento di Cavendish al punto da poterlo usare per rivelare i primi giacimenti petroliferi e poi ancora la curvatura dello spazio, la Relatività generale di Albert Einstein, le osservazioni di Edwin Hubble e l’espansione dell’universo: di questo e altro parlerà, venerdì alle 18 nella Sala Tami della Biblioteca cantonale di Lugano, Luca Molinari, professore dell’Università Statale di Milano e presidente della Società astronomica Schiaparelli.

La conferenza è organizzata in collaborazione con la Società astronomica ticinese (Sat) e l’Istituto ricerche solari Aldo e Cele Daccò (Irsol) di Locarno e sarà introdotta da Renzo Ramelli, presidente della Sat e vicedirettore dell’Irsol.

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2026-01-21T08:00:00.0000000Z

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