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È subito fuoco e fiamme fra Visma e Uae a Barcellona

Nella seconda tappa del Tour de France sorride Del Toro

È da subito elettrizzante la 113esima edizione del Tour de France. La seconda frazione, rivelatasi molto tattica e bloccata, si è accesa nei pressi dell’ultimo strappetto in cui è spuntato l’uomo che nessuno si aspettava. Isaac Del Toro, che ha imboccato dinanzi a tutti la collinetta in modo da lanciare il suo capitano Tadej Pogacar, ma il messicano è stato talmente veloce da far male pure alla maglia gialla Jonas Vingegaard (che tuttavia rimane leader della corsa). E, così, il Cannibale ha morso il freno ‘trasformandosi’ in un gentiluomo e concedendo il successo al fido pretoriano. Lunghissimo e intenso l’abbraccio fra i due tagliato il traguardo, col giovane sudamericano che non stava nella pelle. È il primo sigillo alla Grande Boucle, d’altronde.

La seconda frazione, ancora tutta in terra catalana e con un percorso da similclassica, prevedeva vari passaggi sul circuito finale del Montjuic. Tre corridori (Molenaar, Engelhardt e Van den Broek) hanno centrato la fuga, ma il loro destino era chiaro fin da subito. A controllare la corsa si è infatti messa la formazione emiratina, con il solo intento di affermare che sono loro e non la Visma-Lease a bike di Vingegaard a dettar legge dopo i dodici secondi accusati nella cronometro a squadre. Si è dunque giunti a -700 dal traguardo, con un Del Toro indiavolato che ha creato subito un buco nell’ascesa finale. E, infatti, pure Vingegaard ha dovuto accusare il colpo lasciando qualche metro. Pogacar, invece, vigilava e controllava: rifletteva su cosa fare, valutava, poi ha deciso che la strada dell’altruismo era la migliore. Ha rallentato, facendo tagliare il traguardo a Del Toro. Del Toro che avrà tempo per restituire il favore lavorando per lui. “Questa vittoria per me vale tutto – ha spiegato il 22enne, primo corridore messicano a ottenere un successo di tappa alla Grande Boucle –. Sono veramente privilegiato a stare nella squadra più forte. Non posso che ringraziare Tadej: essere compagno del migliore del mondo è un onore. Il piano era per lui, ma poi le cose sono andate diversamente”.

Ora il Tour ritornerà in Francia, con una tappa di montagna (dislivello complessivo di 3’850 metri) e arrivo in salita in quel di Les Angles. Una frazione che avrà luogo, ma sarà “adattata e senza pubblico” almeno quando giungerà nell’Esagono. Il motivo, un grave incendio sui Pirenei orientali che necessita della mobilitazione dei servizi di emergenza per essere domato. E dunque in territorio «transalpino la carovana pubblicitaria non circolerà: il dispositivo sarà limitato esclusivamente al passaggio di corridori e auto indispensabili per l’organizzazione della corsa”, ha spiegato in conferenza stampa il prefetto di Perpignan, Pierre Regnault de la Mothe, aggiungendo che i tifosi sono invitati a non sostare “a bordo strada e nemmeno in zona traguardo. Questo significa che, e mi duole affermarlo, in Francia sarà una frazione senza pubblico”.

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2026-07-06T07:00:00.0000000Z

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