Entusiasmo d’acciaio, da Bodio all’Ilva di Taranto
L’acciaio è stato una promessa: lavoro, modernità, una comunità cresciuta attorno agli altiforni. Poi sono arrivati la crisi, le chiusure, il disincanto. È questo arco che il Cinema Teatro di Chiasso prova a raccontare con ‘Entusiasmo d’acciaio’, la rassegna che dal 5 novembre al 12 febbraio mette in fila una conferenza, tre spettacoli teatrali, un film e uno spettacolo di danza. Ciascuno dei tre testi teatrali sarà preceduto da un “A tu per tu” con chi l’ha scritto o lo porta in scena.
Ad aprire la rassegna, giovedì 5 novembre alle 20.30, sarà l’economista Christian Marazzi, studioso delle trasformazioni del lavoro, con la conferenza ‘Trasformazioni. Dall’industria al digitale’, a ingresso libero. Al pianoforte Gabriele Rizzo, che in apertura e in chiusura suonerà la ‘Toccata op. 11’ di Prokofiev. Sabato 7 novembre tocca a ‘Monteforno’ di Sara Rossi Guidicelli, prodotto dal Teatro Sociale di Bellinzona con la regia di Laura Curino. È la storia dell’acciaieria di Bodio, il più importante stabilimento industriale ticinese, nata nel 1946 e chiusa negli anni Novanta: un racconto corale, affidato a Matteo Carassini e Raissa Avilés, che dà voce agli operai arrivati dall’Italia e alle loro famiglie. L’autrice incontrerà il pubblico alle 19. Le due serate successive guardano all’Ilva, il colosso siderurgico italiano. Mercoledì 18 novembre va in scena ‘Mare di ruggine. La favola dell’ILVA 2.0’ di Antimo Casertano, Premio nazionale della critica 2025: un viaggio tra memoria collettiva e identità operaia, presentato dallo stesso autore e regista. Giovedì 26 novembre il registro cambia con ‘ILVA Football Club’ di Usine Baug e Fratelli Maniglio, la favola sportiva di una squadra di calcio; anche qui gli attori incontreranno il pubblico prima dello spettacolo.
Venerdì 27 novembre si passa al cinema con ‘Entusiasmo (Sinfonia del Donbass)’, il film del 1931 con cui Dziga Vertov sperimentava il sonoro: un ritratto del Donbass industriale, ricco di carbone e di risorse, una regione che oggi è terra di guerra. La chiusura, venerdì 12 febbraio, è affidata alla danza: ‘Tap Factory’ di Vincent Pausanias, ambientato in una fabbrica e ispirato a ‘Tempi moderni’ di Chaplin, tra tip tap, hip hop, percussioni dal vivo e acrobazie.
Informazioni: www.centroculturalechiasso.ch.
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2026-10-31T07:00:00.0000000Z
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