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‘200 franchi bastano!’, il ‘no’ dell’Assi

Le notizie hanno sempre avuto un ruolo centrale nelle società, ma spesso sono state manipolate per interessi politici o economici. Oggi la tecnologia rende ancora più facile creare realtà ingannevoli che confondono e indeboliscono il senso critico. In questo scenario i media pubblici, finanziati dai cittadini, sono fondamentali: offrono un’informazione indipendente, utile a capire il mondo e a difendere gli interessi della collettività. Il concetto qui riassunto apre il comunicato nel quale l’Assi, l’Associazione svizzera degli scrittori in lingua italiana, comunica il suo ‘no’ all’iniziativa popolare ‘200 franchi bastano!’. “Dimezzare il budget della Ssr – scrive l’associazione – non sarebbe una semplice misura di risparmio. Significherebbe compromettere la copertura mediatica delle regioni periferiche e delle minoranze linguistiche, mettendo in pericolo quella coesione e quella diversità che caratterizzano la Svizzera. Significherebbe rinunciare a un baluardo contro la disinformazione, in un momento storico in cui distinguere informazioni verificate da contenuti ingannevoli è diventato sempre più complesso”. Proteggendo il diritto di “disquisire su certi interventi, su certi contenuti, su certi personaggi che magari non piacciono”, sul principio l’Assi è intransigente: “Un’informazione pubblica, pur imperfetta, è e rimane al servizio dei cittadini, che hanno il diritto e il dovere di criticarla, affinché continui a migliorare. Smantellarla non porterebbe invece alcun beneficio”. Votare ‘no’ significa per l’Assi “difendere la nostra democrazia, le realtà locali, linguistiche e culturali – e quindi anche l’italianità e i nostri autori”, e “dare voce alla gente”.

CULTURE E SOCIETÀ

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2026-02-05T08:00:00.0000000Z

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