Una storia di ponti tra Roma e Berna
È fresco di stampa ‘La diplomazia dell’orecchio. Svizzera e Santa Sede, dalla rottura al dialogo (1873-1920)’, libro dello storico locarnese Lorenzo Planzi, lettura della diplomazia vaticana intesa come capacità di ascolto e comprensione. Pubblicato nella Collana Pontificia delle Edizioni Studium, il volume diventa un punto di riferimento per lo studio dei rapporti tra Confederazione e Vaticano tra ’800 e ’900. Basandosi su documenti inesplorati degli archivi svizzeri e vaticani, Planzi ricostruisce il periodo in cui le relazioni tra i due Stati furono sospese: dal 1873, nel clima teso del Kulturkampf, fino al 1920, quando la Nunziatura di Berna venne riaperta. Nonostante l’assenza di contatti formali, il dialogo non si spense del tutto, ma assunse forme più sottili e informali. È in questa dimensione che l’autore individua una “diplomazia dell’orecchio”, fatta di ascolto, prudenza e costruzione della fiducia. Elemento innovativo del libro è l’attenzione al ruolo del Ticino, visto come crocevia culturale e politico capace di facilitare il riavvicinamento. Figure ticinesi di primo piano, come il consigliere federale Giuseppe Motta, contribuirono a riaprire i canali tra Roma e Berna. Durante la Prima guerra mondiale, la collaborazione umanitaria tra la Svizzera e il Papa — in particolare l’accoglienza di prigionieri di guerra malati — consolidò questo clima di cooperazione, preparando la ripresa delle relazioni diplomatiche. La portata internazionale dello studio è confermata dalla sua pubblicazione in francese presso le Edizioni Alphil di Neuchâtel e dalla prossima uscita in tedesco per le Edizioni Schwabe di Basilea/Berlino. La presentazione ufficiale avverrà a Roma, seguita da incontri in Ticino e in altre regioni svizzere.
CULTURE E SOCIETÀ
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2026-01-05T08:00:00.0000000Z
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