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È morto Don Mazzi, il prete degli ultimi

ANSA/RED

Ha dedicato la sua vita agli ultimi. Don Antonio Mazzi è morto venerdì scorso all’età di 96 anni nella sua casa all’interno del Parco Lambro, dove ha sede la comunità Exodus da lui fondata oltre quarant’anni fa come reazione al dramma della droga. Una rete, Exodus, che lo ha ricordato così: “Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario. Un ‘prete matto, borderline’ come amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi”, commenta Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus. “Diceva che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili’ a salvare lui”. Intorno al ricordo di Don Mazzi si è stretta tutta Milano, che ha proclamato il lutto cittadino in occasione delle esequie in programma oggi. “Don Mazzi ha sempre rappresentato una delle anime di Milano, quella attenta al prossimo, vicina ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà”, ha scritto su X il sindaco Beppe Sala. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il sacerdote che “ha reso una testimonianza di impegno sociale e civile, vigoroso e spesso coraggioso”. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dal mondo televisivo, che don Mazzi ha frequentato con assiduità.

L’ultimo messaggio lasciato dal fondatore di Exodus, riferito dalla sua storica collaboratrice Cristina Mazza, è un invito a sognare, qualunque sia la nostra età: “I sogni sono sempre giovani. Non dobbiamo mai smettere di sognare, che abbiamo 70 anni, che ne abbiamo 15, che ne abbiamo 80”.

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2026-08-03T07:00:00.0000000Z

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