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L’indifeso fervore dell’esistenza

È nelle librerie ‘L’idiota di famiglia’, il nuovo romanzo dello scrittore toscano Dario Ferrari edito da Sellerio. Un gran bel libro

Di Enrico Lombardi

Non è facile raccontare l’esperienza di un lettore che si affacci sul mondo di Igor Nieri, protagonista e io narrante de ‘L’idiota di famiglia’, il nuovo romanzo di Dario Ferrari che esce presso Sellerio a quasi tre anni di distanza dal precedente e apprezzato ‘La ricreazione è finita’. Non è facile perché ci si trova davanti a un’opera costruita su più strati e livelli: una trama apparentemente semplice, dentro cui stanno, come in scatole cinesi, questioni e interrogativi che ci implicano e riguardano, tutti. Alcuni tratti comuni, che caratterizzano lo sguardo sul mondo del 44enne scrittore viareggino, possono essere rinvenuti nell’ambientazione della narrazione dentro un milieu ‘letterario’, che sia quello dei ‘baroni universitari’, come qui quello del mondo di scrittori e traduttori, dei premi e dei convegni in cui trasudano mondanità e plateali rivalità. Poi c’è la Storia: quella degli anni 70 nel romanzo precedente, oppure degli anni 20, come in quest’ultima opera; anni a cui il protagonista torna con partecipazione e curiosità grazie al rinvenimento di un manoscritto che in forma romanzata racconta di un episodio realmente accaduto: l’insurrezione popolare di matrice anarchica che nel 1920 ha dato vita alle ‘tre giornate di Viareggio’ (a suo tempo già raccontata, nelle sue pieghe quasi surreali, da Mario Tobino). C’è dunque anche ne ‘L’idiota di famiglia’ un tentativo di ‘rilettura della Storia’ che riguarda momenti ed esempi di ribellione, di presunta ‘rivoluzione’ con cui Ferrari sente di dover fare i conti, senza sapere bene dove questi conti lo possano condurre.

Herr Professor

Sì, perché il suo Igor Nieri è tutto fuorché un personaggio ‘risolto’: di mestiere fa il traduttore (di un potenziale capolavoro americano misconosciuto) e vive una relazione travagliata con Marta, donna bellissima che si staccherà da lui per diventare nota e apprezzata saggista e attivista su tematiche femministe. Il distacco dalla compagna coincide con il riavvicinamento di Igor alla sorella Ester (scombinata e superficiale, ma a suo modo vitale madre di un figlio di nome Cosmo) e soprattutto al totemico padre, Franco Nieri, chiamato “Herr Professor” per la sua propensione a insegnare ai figli, agli allievi, a chiunque, cosa dovrebbe essere la filosofia e come dovrebbe cambiare il mondo, con il risultato di indurre chi gli sta accanto più al timore che alla stima, men che meno all’affetto. Igor ed Ester, del resto, si sono allontanati da tempo dal padre, ma devono forzatamente riavvicinarsi a lui con la morte della madre prima e poi con i primi sintomi, progressivamente devastanti, di un’inesorabile demenza senile che colpirà l’anziano professore.

È proprio nell’afasico silenzio della malattia che Igor ritrova un rapporto con il padre, grazie, appunto, al rinvenimento di quel manoscritto, vergato segretamente a mano da Herr Professor. Un testo che diviene per Igor una misteriosa e straordinaria eredità letteraria e morale lasciatagli inaspettatamente da quell’ingombrante e integerrimo militante vetero-comunista. Un lungo racconto che si intitola ‘Indifeso fervore’ (curiosamente ricavato da un verso del poeta Sandro Penna) e che ha per protagonista un candido, ingenuo, tenero anarchico di nome Idargo, su cui a più riprese Igor tornerà a interrogarsi, per cercare di capire a chi potesse corrispondere. Certo, Idargo richiama alla mente, letterariamente e significativamente, l’hidalgo donchisciottesco, ma quel giovane rivoluzionario avrebbe potuto essere soprattutto una proiezione dello stesso ‘Herr’, oppure poteva contenere e celare il nome di Igor, o ancora, corrispondere a un nomignolo che solo verso la fine del libro si scoprirà essere stato davvero usato dal professore per indicare un componente della famiglia.

Autoironia

Detta così, la storia de ‘L’idiota di famiglia’, potrebbe apparire un ulteriore esempio, nel quadro della recente produzione letteraria italiana, di un romanzo incentrato sullo scavo (o il recupero) dei legami famigliari, dentro il contesto degli anni del boom, delle militanze di vario genere che hanno portato genitori ‘impegnati’ a smarrire la relazione con figli che si sono persi o hanno preso strade che li hanno portati molto lontani. Ma il romanzo di Ferrari è molto più di questo, perché sa intrecciare, dentro e sotto un’apparente esile trama, stratificati, una serie infinita di interrogativi esistenziali, proposti, non di rado, attraverso dialoghi serrati o riflessioni che l’autore sviluppa avvalendosi di uno strumento di cui è davvero maestro: l’ironia. O meglio, l’autoironia, con cui Igor si muove e si descrive, di fronte a questioni che lo vedono tendenzialmente incerto, impreparato, dubbioso, scoraggiato. Ironia e malinconia potremmo dire, sono i tratti della scrittura di Dario Ferrari, che stanno ad esempio dentro il titolo del romanzo, ‘L’idiota di famiglia’, che è quello che Igor pensa a volte di essere, ma che potrebbe anche identificarsi nel padre dalla memoria obnubilata; ‘l’idiota’ è però certamente anche un rinvio letterario al capolavoro di Dostoevskij (del resto, qui evocato in pagine esilaranti), magari nella modalità a sua volta recuperata da Jean-Paul Sartre nell’intitolare, appunto, ‘L’idiota della famiglia’ un suo saggio sull’amato/odiato padre putativo letterario Gustave Flaubert.

Meglio fermarsi qui, perché i possibili rinvii, espliciti o nascosti, ad altri autori sono davvero innumerevoli ma, appunto, non sono mai esibiti. Ferrari è uno scrittore colto, certo, ma mai retorico, che lavora costantemente di ‘attenuazione’, che non sentenzia, non proclama: come Igor, in fondo, è scrittore in quanto traduttore della realtà, sempre e comunque consapevolmente romanzata; attento più a esporre i propri limiti che a coltivare i propri meriti, racconta di sé e dei propri dubbi radicali con un ‘indifeso fervore’, che sa far ridere, commuovere, pensare, in un libro, molto bello, che lo conferma come uno dei nomi di maggior rilievo dell’attuale panorama letterario italiano.

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2026-05-05T07:00:00.0000000Z

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