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Quando il documentario non dice la verità

Rassegna di quattro mockumentary

Ci sono i film di finzione: magari non è tutto falso, visto che molte pellicole sono basate o ispirate a “fatti realmente accaduti”, ma sai che ogni cosa potrebbe essere non vera. E poi ci sono i documentari, dove al contrario ti aspetti che tutto sia vero. In mezzo, i ‘mockumentary’: un genere cinematografico che prende la forma del documentario per raccontare storie di finzione. Una presa in giro – è uno dei significati dell’inglese ‘mock’ –, forse; ma nei quattro film selezionati dal cineclub Lugano Cinema ’93 per chiudere la stagione è più una sfida alla nostra idea di vero e falso. Un invito a prendere sul serio il cinema, se vogliamo.

Come fa Woody Allen in ‘Zelig’, il primo film selezionato che sarà proiettato domani, martedì 5 maggio, alle 20.30 all’Iride di Lugano. Nel film facciamo la conoscenza di Leonard Zelig, interpretato dallo stesso Allen, affetto da una rara malattia chiamata camaleontismo che gli permette di cambiare aspetto e personalità a seconda delle situazioni in cui si trova e delle persone che incontra. Seguirà ‘Opération Lune’ di William Karel, un mockumentario che qualcuno ha preso per autentico documentario e che esplora come la Nasa avrebbe simulato l’allunaggio dell’Apollo 11 nel 1969. Con ‘A Day Without a Mexican’, il regista Sergio Arau esplora l’impatto economico e sociale dell’improvvisa scomparsa di tutti i messicani della California: una commedia satirica e intelligente che potrebbe essere ambientata ovunque esista un’immigrazione rilevante. Ultimo appuntamento della rassegna, ‘Searching’ di Aneesh Chaganty, un esperimento che inventa un linguaggio cinematografico basato sulle nuove tecnologie e sul modo in cui quelle tecnologie ci hanno cambiato la vita.

CULTURE E SOCIETÀ

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2026-05-04T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281921664657473

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