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‘L’arte del dono’ alla Fondazione Arp

Sono numerose le opere che la Fondazione Marguerite Arp ha ricevuto da privati negli ultimi anni, lavori che Jean Arp o Marguerite Arp-Hagenbach avevano regalato a conoscenti e che ora tornano alla loro sede naturale. La mostra ‘Arp, Cahn, Magnelli, Taeuber-Arp. L’arte del dono’, da domenica 5 aprile negli spazi di Solduno, celebra quattro artisti presenti in collezione anche grazie a questi gesti di generosità. Le nuove acquisizioni completano alcuni nuclei già presenti: come il rilievo degli anni Trenta di Arp, a definire la ricca serie di lavori che attraversa cinquant’anni di attività, o alcune piccole gouache di Sophie Taeuber-Arp, che arricchiscono il corpus di opere su carta in dialogo con i tessili conservati nella Fondazione. La mostra riunisce le opere degli ‘artisti di casa’ insieme a quelle di Marcelle Cahn e Alberto Magnelli, inediti e dipinti, collage, rilievi, sculture e disegni, alcuni mai esposti prima.

Il nucleo dedicato a Marcelle Cahn è il più ricco in Svizzera e presenta opere dagli anni 50 ai 70. Pur sostenuta da critica e colleghi, Cahn fu raramente esposta: solo nel 2023 ha ottenuto una grande retrospettiva al Mamc di Saint-Étienne. Le opere di Magnelli donate di recente consentono invece di ripercorrere il suo lavoro dagli anni Venti ai Sessanta. Molti pezzi erano stati regalati dall’artista agli Arp, come il collage ‘A mes amis Sophie et Jean’ (1940).

Un capitolo speciale è dedicato al periodo trascorso a Grasse durante la Seconda guerra mondiale, quando Arp, Taeuber-Arp, Magnelli e Sonia Delaunay collaborarono alla creazione dell’‘Album Grasse’ (1950), lavoro condiviso che divenne un modo per resistere: “Cercavamo di dimenticare l’orrore del mondo”, scriveva Arp nel 1958, ricordando l’esperienza (www.fondazionearp.ch).

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2026-03-31T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281925959557420

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