Il cinema argentino piange Luis Brandoni
Vera icona del cinema e del teatro nazionale, strenuo difensore della democrazia ed ex deputato e amico personale dell’ex presidente Raúl Alfonsín, l’attore argentino Luis Brandoni è morto all’età di 86 anni. Era ricoverato in ospedale da oltre una settimana a seguito di un incidente domestico che gli aveva causato un ematoma subdurale alla testa.
Nato a Buenos Aires nel 1940, Brandoni ha lasciato un segno indelebile in innumerevoli film e opere teatrali, partecipando recentemente anche in serie di successo trasmesse via streaming. La sua carriera decollò a metà degli anni ’70 con i ruoli da protagonista in film come ‘La Patagonia rebelde’, ‘Gente en Buenos Aires’ e ‘Juan que reía’, in un contesto politico che lo portò a persecuzioni e minacce di morte. Apparve anche in ‘La tregua’ (1974), film d’esordio di Sergio Renán, adattamento dell’omonimo romanzo dello scrittore uruguaiano Mario Benedetti, che divenne il primo film argentino a essere candidato all’Oscar come miglior film straniero.
Nel 1976, in seguito al colpo di Stato militare in Argentina, fu arrestato con l’allora moglie, l’attrice Marta Bianchi, dopo uno spettacolo teatrale; la coppia fu portata in un centro di detenzione clandestino e torturata per diverse ore prima di essere rilasciata e costretta all’esilio in Messico. Con la fine della dittatura militare, Brandoni tornò a Buenos Aires recuperando le fila di una carriera solo provvisoriamente spezzata e partecipando a innumerevoli film di successo come ‘Esperando la carroza’ (1985), un classico assoluto della commedia argentina.
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2026-04-21T07:00:00.0000000Z
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