Nuova condanna per Jafar Panahi
“Sono certo che un giorno mi mostreranno la loro reazione, sono sicuro che mi puniranno prima o poi. Hanno già iniziato in verità, come fanno sempre, distruggendo la mia reputazione come cineasta e quella del film che ha vinto a Cannes (...). Questa macchina del fango è attiva non solo nei miei confronti o verso tutta la gente del cinema, bensì verso chiunque goda di un successo, di una vittoria avvenuta per merito proprio, senza che il vittorioso rappresenti il regime o dimostri, direttamente o indirettamente, di essere dalla sua parte”. Parole di Jafar Panahi alla Regione nel 2025, poco prima della proiezione di ‘Un simple accident’ al Locarno Film Festival, consacrazione svizzera del suo ultimo film arrivata dopo quella francese a Cannes nel maggio dello stesso anno, una Palma d’Oro alla quale sarebbero seguite la nomination ai Golden Globe e quella agli Oscar. Come da lui previsto, il regista iraniano è stato condannato a cinque anni e un mese di reclusione, a due anni di divieto di espatrio e alla confisca dei suoi beni dal Tribunale rivoluzionario di Teheran, nell’ambito di un nuovo procedimento. Lo ha riferito il suo avvocato Mostafa Nili all’Isna, aggiungendo che gli è stato inoltre vietato di svolgere qualsiasi attività sui social media.
Panahi, 66 anni, voce critica del regime di Teheran, vanta una storica e profonda relazione con la Svizzera e in particolare con il Locarno Film Festival, dove nel 1997 vinse il Pardo d’Oro con ‘Lo specchio’ (Le Miroir). ‘Un simple accident’, girato clandestinamente e incentrato su un gruppo di ex detenuti che affrontano un uomo sospettato di essere stato il loro aguzzino, era già finito nel mirino delle autorità iraniane lo scorso anno con un’accusa per “propaganda contro il sistema”. Dopo essersi recato a Los Angeles per gli Academy Awards, Panahi era rientrato in patria a fine marzo, finendo nuovamente nel mirino giudiziario di Teheran con il blocco dei conti bancari e questa nuova pesante condanna.
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2026-10-29T07:00:00.0000000Z
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