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Un Pulitzer ‘postumo’ al Washington Post

È il ‘Washington Post’ a ricevere, per la seconda volta in cinque anni, il Pulitzer per il miglior giornalismo di pubblico servizio, considerato il premio più importante tra quelli assegnati. Il riconoscimento è andato alle inchieste sui licenziamenti del Doge, il dipartimento per l’efficienza governativa gestito per un periodo da Elon Musk. Un premio quasi postumo, visti i licenziamenti degli ultimi mesi e l’avvicinamento del proprietario, Jeff Bezos, alle posizioni di Trump.

Il ‘New York Times’ ha vinto il premio per la miglior indagine, dedicata ai conflitti di interesse di Trump. All’agenzia Reuters ben due premi: uno per il cosiddetto ‘beat reporting’ (giornalismo specializzato) per un reportage su Meta, che ha documentato la disponibilità dell’azienda tecnologica a esporre gli utenti a truffe e manipolazioni tramite intelligenza artificiale; un altro per la politica nazionale, in particolare per una serie di servizi sulle vendette politiche di Trump tramite il dipartimento di Giustizia. Un po’ a sorpresa, il Pulitzer per la ‘breaking news’ è stato assegnato a un giornale locale, il Minnesota Star Tribune, per la copertura di una sparatoria in una scuola cattolica.

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2026-05-05T07:00:00.0000000Z

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