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JazzAscona, Sua Maestà la regina

Così la chiama il nuovo presidente Stefano Steiger. Con New Orleans sempre al centro, torna dal 25 giugno al 4 luglio per una dieci giorni di musica

B.D.

Cominciamo da Luca Martinelli, decano della manifestazione, nonché suo ufficio stampa: “JazzAscona è come Natale, quando è un anno che non ti vedi con qualcuno e lo ritrovi per l’occasione”. Un Natale da 30° all’ombra, come succede in dicembre dall’altra parte della Terra, un Natale che Ascona festeggia con dieci giorni di musica. Detto in numeri, con gli oltre 200 concerti, 50 band e 300 musicisti di un happening che resta gratuito e con una propria identità, richiudendo le aperture al pop-rock di alcuni anni fa che poco c’entravano con New Orleans. Un festival al quale gli asconesi paiono tenere e che quest’anno torna dal 25 giugno al 4 luglio dal Lungolago in su, dai quattro palchi principali in riva al Verbano fino all’ultimo spazio suonabile del Borgo, senza badare troppo agli orari. La conferenza di presentazione dell’edizione alle porte segna il passaggio di consegne tra il presidente più volte uscente Guido Casparis e quello nuovo, Stefano Steiger. “È il terzo anno che faccio questo annuncio, questa volta è vero”, dice Casparis, che parla di quattordici anni belli, intensi, straordinari, complicati, mettici anche il Covid. “Credo siano state fatte tante buone cose e che ora sia giusto cambiare, per dare nuova linfa a un festival che rappresenta Ascona e viceversa, e che nel mondo delle manifestazioni ticinesi tiene ancora botta”. Perché “abbiamo visto manifestazioni sparire e noi invece siamo ancora vivi”.

In nome del passaggio di consegne, il grazie a Casparis del neo-presidente Steiger con annessa dichiarazione d’amore (al festival): “JazzAscona è per me la regina, sin da quando, ragazzino, vedevo con stupore questi grandi nomi d’oltreoceano e mi chiedevo cosa mai ci facessero qui. Oggi vivo consapevolmente la manifestazione, ma con le stesse emozioni di venti, trent’anni fa”. Il grazie al predecessore è per “le sfide affrontate”, ma anche perché “riuscire ad arrivare alla gratuità di un evento così grande è semplice da dire ma difficile da realizzare”. Per Steiger, JazzAscona “non necessita di stravolgimenti, la via tracciata è quella giusta”. E JazzAscona “è una regina e non un re, e per questo le si chiede di più: far partire la stagione turistica, che non è cosa da poco. Posso promettere che quei dieci giorni d’inizio estate saranno sempre magici”. E che Ascona “sarà sempre la piccola New Orleans”.

Nomi e cognomi

C’è sempre Nolan Quinn al timone artistico e operativo di JazzAscona, impegnato in un lavoro che va ancor più in profondità che in passato, più vicino alle radici del jazz. E c’è sempre New Orleans al centro, con una line-up curata da Adonis Rose che ha scelto tra nomi affermati e rivelazioni come Sabine McCalla, cantautrice che intreccia tradizione haitiana, folk e songwriting americano. Torna ad Ascona Sean Ardoin, quasi Grammy e figura di riferimento della musica creola contemporanea. Lo stesso Rose si esibirà con il suo ensemble e insieme al crooner Philip Manuel. È attesa anche la band NOJO 5 con il grande trombonista Glen David Andrews. Il gemellaggio con la città sul Mississippi e con la sua didattica ci porta anche la Louisiana State University Brass Band e la New Orleans Jazz Institute Youth Band. JazzAscona parte con il funk dei Radius (26 e 27.6), Premio del pubblico 2025. Nel primo fine settimana accoglie Torsten Goods (27 e 28.6), noto come ‘il George Benson tedesco’. Quello di Mitch Woods & His Rocket 88’s (29 e 30.6) è annunciato come uno dei concerti più energetici del festival. Grande attesa per Fred Wesley, già trombonista e direttore musicale di James Brown, qui con il progetto Generations (1.7), e per il bassista Vincen García (3 e 4.7), nome importante del jazz funk europeo. Si aggiungono il trombettista belga Bert Joris (28 e 29.6) e il pianista italiano Antonio Faraò (28.6), in trio. Quanto alle radici, il jazz delle origini tornerà quest’anno con Ali Affleck and the Travelling Janes (27.6 – 4.7), quintetto femminile che riesuma jazz e blues dei primi del Novecento. Con loro The Big Five insieme a Nicolle Rochelle (26 e 27.6), Frog & Henry (25.6 – 4.7), Nanna Carling Swingband (2.7 – 4.7) e Syncopation Society Orchestra (3 e 4.7).

Swiss Jazz Award e dintorni

Se il gospel è nelle mani di Emma Nissen (29.6), la Svizzera è in quelle di Silvan Zingg, Mauro Pesenti, Filippo Valli, Danilo Moccia e altri ancora. Torna la Swiss Armed Forces Big Band e, dal 2 al 4 luglio, la pianista e compositrice svizzera Manon Mullener, fresca di Swiss Jazz Award da ritirarsi in loco, il cui album ‘Stories’ – fusione tra jazz moderno e ritmi afrocubani – le ha aperto le porte dei grandi festival. Relativamente al progetto Groovin’ Up, che apre i palchi asconesi alle giovani leve delle scuole internazionali, alle Dancing Hours, alle jam session e ai Late Night Parties – e al resto della festa –, è tutto su www.jazzascona.ch.

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2026-05-28T07:00:00.0000000Z

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