‘Kontakthof’ di Pina Bausch (quasi) cinquant’anni dopo
Domani e giovedì al Lac il passato incontra il presente
È considerata un pilastro del Tanztheater, il linguaggio ibrido tra danza e teatro che ha reso celebre la coreografa tedesca. La storia racconta che Pina Bausch, la ‘madre del teatro-danza’, immaginasse spesso come sarebbe stato vedere la sua compagnia originale danzare ‘Kontakthof’ in età molto più avanzata. Nel 2024, a quarantasei anni dalla sua creazione, la coreografa australiana Meryl Tankard, tra le protagoniste centrali della versione originale, ha sviluppato una nuova rilettura di questa opera chiave nella carriera di Bausch, nata in un periodo in cui il suo lavoro stava appena iniziando a ottenere attenzione internazionale e destinata a rappresentare un capitolo fondamentale nella lunga collaborazione tra la coreografa tedesca e Rolf Borzik, autore delle scene, dei costumi e della documentazione visiva della produzione. Domani alle 20 e giovedì alle 19, nella Sala Teatro del Lac, nove dei danzatori e delle danzatrici originali del 1978 tornano ognuno nei propri ruoli, trasformando la produzione in un dialogo inedito tra passato e presente, in una riflessione sullo scorrere del tempo. Intitolata ‘Kontakthof – Echoes of ’78’, questa nuova versione integra proiezioni tratte dagli archivi di Bausch, che mostrano gli interpreti da giovani, ma anche coloro che non sono più in scena. Sempre giovedì, ma al Palacongressi alle 21.30, il Lugano Dance Project prosegue con ‘Music Music. Histoire(s) du Théâtre VII’, un solo di Trajal Harrell in prima nazionale, fusione tra danza postmoderna, voguing e cultura pop. La settimana si chiude domenica alle 16 al Lac con ‘White Space’, il nuovo lavoro di Kyle Abraham in prima mondiale, nel quale si fondono danza contemporanea, linguaggio classico e cultura hip-hop (www.luganolac.ch)
CULTURE E SOCIETÀ
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2026-06-09T07:00:00.0000000Z
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