Il Boss e la protesta, la musica per Minneapolis
Ice sotto accusa, anche il country s’è indignato
A distanza di decenni dai grandi songwriter del passato, una nuova generazione di artisti statunitensi (e un paio di adulti) sta riportando al centro la musica di protesta, spinta dalla morte dei due cittadini di Minneapolis durante le operazioni dell’Ice, le forze federali dell’immigrazione responsabili del controllo della sicurezza delle dogane e dell’immigrazione. Ottant’anni fa Woody Guthrie, figura chiave del folk e per Bob Dylan, portava sulla sua chitarra la scritta ‘This Machine Kills Fascists’. Oggi, i musicisti che si riconoscono in quella tradizione rivolgono le loro critiche a Donald Trump, denunciando politiche migratorie aggressive, interventi militari, tagli alla sanità e l’aumento della povertà nel Paese.
Via social
Negli ultimi giorni diversi cantanti folk e attivisti hanno dedicato brani ad Alex Pretti, infermiere di 37 anni ucciso dalla Cbp (Customs and Border Protection), e a Renee Good, madre di due figli, colpita mortalmente dall’Ice il 7 gennaio. Il collettivo ‘Singing Resistance’ ha portato nelle strade e nelle chiese di Minneapolis canti di solidarietà e richieste di scioglimento dell’Ice. ‘Genuine American Hero’, canzone del non notissimo Joseph Terrell dedicata a Renee Good, è diventata virale su TikTok e Instagram, trasformandosi in un simbolo della protesta. Il cantautore Jesse Welles, 33 anni, è riuscito a raggiungere un pubblico ancora più vasto: dopo collaborazioni con Joan Baez e una crescente popolarità online, i suoi video hanno superato i 200 milioni di visualizzazioni su TikTok. Quest’anno ha ricevuto quattro nomination ai Grammy, incluso quello per il Miglior Album Folk. Nei suoi brani critica apertamente l’Ice e la violenza contro le minoranze.
‘Arrestate il presidente’
Anche Bruce Springsteen ha detto la sua pubblicando ‘Streets of Minneapolis’, canzone dedicata agli abitanti, agli immigrati e alle due vittime, contro quello che definisce “l’esercito privato di Re Trump”. Ieri sera, al concerto benefico organizzato da Tom Morello dei Rage Against The Machine proprio a Minneapolis, il Boss è salito sul palco con una chitarra sulla quale avrebbe scritto ‘Arrest The President’. ‘City of Heroes’ è invece il brano di Billy Bragg, cantautore e attivista britannico, nell’autodefinito “omaggio al coraggio del popolo di Minneapolis”. Anche il country, di norma più vicino a posizioni conservatrici, è indignato: Bryan Andrews vanta milioni di visualizzazioni per i suoi video contro il movimento Maga, i raid dell’Ice e le morti di Minneapolis. Il genere è però sotto pressione dopo che Zach Bryan è finito nel mirino del governo per il brano ‘Bad News’, in cui afferma che “l’Ice verrà a sfondarti la porta”. L’amministrazione Trump ha giudicato la canzone offensiva verso le forze dell’ordine.
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2026-01-31T08:00:00.0000000Z
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