Hoepli, 156 anni di storia in liquidazione volontaria
Non sono serviti gli appelli dei lettori, dei lavoratori che ieri hanno scioperato per un’ora e nemmeno l’intervento del sindaco di Milano, Giuseppe Sala: la Hoepli, società editrice fondata nel 1870, va in liquidazione volontaria. Lo ha deciso l’assemblea dei soci, approvando la proposta del Cda. Il motivo è, da un lato, la situazione economica (“i risultati di esercizio negativi”) uniti alle previsioni del mercato editoriale e librario, dall’altra il “gravoso conflitto endosocietario”, ovvero la divergenza di opinioni fra i tre fratelli Hoepli e il cugino Giovanni Nava, titolare di circa il 33% delle quote di Hoepli Spa – già dettosi contrario allo scioglimento volontario della società, e che ora promette battaglia “per cercare di salvaguardare l’attività della casa editrice e della libreria che sono un pezzo della storia d’Italia ancora oggi viva e produttiva grazie all’impegno dei novanta lavoratori e lavoratrici”. Sue parole di lunedì: “Mi sono opposto nel corso della riunione a questa deriva, senza che l’attuale maggioranza abbia neppure considerato di farsi da parte e affidare il rilancio della società a un nuovo management capace di immaginare e attuare un progetto in tal senso”.
‘La storia di Milano non si liquida’
La Cgil ha organizzato un flash mob per sabato alle 11 davanti alla libreria sita in via Hoepli a Milano, dedicata al fondatore, Ulrico Hoepli. “La liquidazione non è solo una resa imprenditoriale, ma è una mossa che antepone la drastica e frettolosa soluzione di screzi familiari al futuro di un’azienda, di novanta dipendenti, di una storica libreria indipendente, presidio culturale della città di Milano”, scrive il sindacato, invitando la città a mobilitarsi e partecipare al flash mob, perché “la storia di Milano non si liquida”. Dello stesso tono sono alcuni dei cartelli affissi alla vetrina della libreria: “89 dipendenti come danni collaterali di una guerra tra ricchi”, ”Hoepli Spa. Difendiamo il nostro posto di lavoro e il patrimonio culturale”, “Hoepli Spa patrimonio di Milano!”.
Intanto c’è chi passa a comprare un libro come gesto di sostegno ai dipendenti che rischiano il posto, a chi sente di perdere un punto di riferimento per la città, visto anche il catalogo molto vasto. “Se una libreria come questa chiude – commenta un assiduo cliente –, per Milano è un segno terribile e grave, sembra un suicidio assistito”.
CULTURE E SOCIETÀ
it-ch
2026-03-12T07:00:00.0000000Z
2026-03-12T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281968909192455
Regiopress SA