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È morto Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico

Figura popolarissima e controversa, aveva 96 anni

Gli occhi vivaci e i capelli bianchi arruffati, Antonino Zichichi è stato uno dei fisici italiani più popolari. Accanto alla grande capacità di raggiungere il pubblico, ha avuto intuizioni che hanno lasciato il segno nella fisica: la costruzione di laboratori di livello internazionale come quelli del Gran Sasso, per esempio. Se ne è andato nel sonno, a 96 anni, salutato da tantissime voci della comunità scientifica.

Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, dopo il liceo classico e la laurea in Matematica, Zichichi ha lavorato negli Stati Uniti al Fermilab di Chicago, dove è stato a capo del gruppo che ha osservato un’antiparticella, l’antideutone. Quindi il rientro in Italia, dove nel 1963 ha fondato a Erice il Centro di cultura scientifica Ettore Majorana e dove dal 1965 al 2006 ha insegnato all’Università di Bologna. Proseguendo le ricerche sull’antimateria iniziate negli Stati Uniti, ha guidato i primi esperimenti in questo campo presso i Laboratori Nazionali di Frascati dell’Infn. Tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80, come presidente dell’Infn ha dato il via alla realizzazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. È stato inoltre presidente della Società Europea di Fisica. Nel 1979 le pressioni italiane per la sua nomina a direttore generale del Cern portarono a un incidente diplomatico, dopo il quale la candidatura venne respinta per 12 voti contrari.

In quegli stessi anni è stato spesso al centro di polemiche per le sue posizioni, come quelle sostenute nel libro su Galileo, nel quale in molti videro la negazione dello scontro tra scienza e Chiesa cattolica. Critiche altrettanto vivaci le aveva suscitate la sua posizione sul darwinismo, considerato una teoria priva di prove scientifiche e fondata su un atto di fede. Quanto ai cambiamenti climatici, aveva definito opera “da ciarlatani dire che l’inquinamento modifica il clima”.

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2026-02-10T08:00:00.0000000Z

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