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Al Teatro Sociale c’è una ‘Trappola per topi’

Domani e giovedì, da Agatha Christie, con Ettore Bassi Quando Frankenstein cede il passo alla sposa

Di Sebastiano Caroni

Pensione Monkswell Manor, campagna inglese. I proprietari ricevono i loro primi cinque ospiti mentre fuori imperversa una bufera di neve. La sera stessa la radio trasmette la notizia di un omicidio avvenuto a Paddington. Ognuno dei clienti che arrivano pare avere un segreto da nascondere: forse legato a un fatto di sangue avvenuto anni prima? Tradotta e adattata per il teatro da Edoardo Erba, ‘Trappola per topi’ di Agatha Christie arriva al Sociale di Bellinzona il 18 e 19 marzo, forte di “ha un plot ferreo e incalzante, impregnata di suspense e ironia, abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere, ma creature bizzarre e ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché”. Così il regista Giorgio Gallione spiega lo spettacolo, che vedrà in scena Ettore Bassi, Claudia Campagnola, Dario Merlini, Stefano Annoni, Giulia Ricciardi,

Marco Casazza, Tommaso Cardarelli e Raffaella Anzalone. “Nonostante l’ambientazione d’epoca e tipicamente british – aggiunge il regista –, racconto e trama si possono vivere come contemporanei”, e i personaggi “rappresentabili ancora oggi” perché i conflitti e le loro ferite segrete “sono quelli dell’uomo contemporaneo”. Il 19 marzo, dopo lo spettacolo, la compagnia incontrerà il pubblico. La settimana del Teatro Sociale si chiude sabato alle 20.45 all’insegna del teatro-danza con ‘Steps: Dance Like a Bomb’, duetto che affronta con umorismo e tenerezza il tema dell’invecchiamento e dell’assistenza nella terza età. Lo spettacolo si deve alle gemelle irlandesi Jessica e Megan Kennedy del Junk Ensemble di Dublino; sul palco i due performer Finola Cronin – ex ballerina di Pina Bausch al Tanztheater Wuppertal – e l’attore Mikel Murfi, in precedenza nella compagnia di Sascha Waltz.

Per interpretare il suo ultimo ruolo nel film The Bride! (La sposa!) di Maggie Gyllenhaal attualmente nelle nostre sale, Christian Bale ha dovuto rasare i capelli a zero: un accorgimento necessario per assumere le sembianze del personaggio iconico del mostro di Frankenstein. Chi conosce bene Bale sa che, nel corso della sua prolifica carriera, l’attore ha sottoposto il suo corpo a delle prove a dir poco estenuanti. In occasione del film L’uomo senza sonno (2004), per esempio, ha perso 25 chili. Limitando per diverse settimane la sua dieta giornaliera a una scatoletta di tonno e una mela, si è ridotto a pelle e ossa per interpretare un personaggio dal corpo cadaverico, quasi spettrale. Dopo le riprese, mangiando cibi ricchi di carboidrati, ha recuperato rapidamente il peso perduto, e si è costruito un fisico da atleta per diventare il Batman di Christopher Nolan.

Poi però, di lì a poco, si vede costretto a perdere i muscoli conquistati faticosamente per diventare Batman per interpretare il Dicky Eklund di The Fighter (2010), un personaggio reduce da una storia di dipendenza, che appare scarno e segnato dalla vita. E, a un certo punto, la sfida addirittura si rovescia. Per impersonare Irving Rosenfeld, il malavitoso sovrappeso di American Hustle (2014), Bale ingolla quasi esclusivamente cheeseburger e patatine fritte. E in Vice (2018) è costretto di nuovo a prendere chili per assumere le fattezze del personaggio di Dick Cheney, vicepresidente di George W. Bush dal 2001 al 2009. Poi arriva il momento in cui Bale dichiara alla stampa che, per salvaguardare la salute, non intende più sottoporre il suo fisico a trasformazioni così estreme. Accettando di diventare il mostro di Frankenstein nel film La Sposa!, l’attore però di fatto sposta l’asticella, confermando la sua natura camaleontica. E dimostrando altresì di sapere, all’occorrenza, cedere il passo alla protagonista femminile.

Una rilettura, non un remake

Al suo secondo film da regista dopo La figlia oscura, Maggie Gyllenhaal con La sposa! propone un’audace rivisitazione dell’universo narrativo del Frankenstein di Mary Shelley. Siamo nella Chicago degli anni ’30, il mostro di Frankenstein (che ora ha assunto il nome del suo creatore) vaga disperatamente in cerca dell’aiuto della dottoressa Euphronious (Annette Bening), unica persona in grado di alleviare la sua solitudine trovandogli una compagna con cui condividere le gioie e le sofferenze della vita. I due, causando un blackout generalizzato, riescono a convogliare elettricità a sufficienza per riportare in vita una bellissima ragazza assassinata di nome Ida, e così nasce la sposa (Jessie Buckley, fresca di Oscar alla miglior attrice protagonista per ‘Hamnet’).

La sposa! (ancora in programmazione nelle sale ticinesi, ndr) è un sapiente pastiche di generi dove horror, musical, road movie, musica moderna e sentimenti romantici si mescolano dando vita a un linguaggio unico e originale. Prendendo spunto dal film La moglie di Frankenstein di James Whale del 1935, la regista inserisce nella cornice narrativa del film la scrittrice Mary Shelley con una duplice funzione: quella di narratrice e quella di co-protagonista. Perché, come sanno molto bene gli scrittori e i registi, per narrare una storia bisogna entrare nella testa dei personaggi, condividere il loro pensieri, accompagnarli nelle avventure che li coinvolgono.

Jessie Buckley, fresca di Oscar per ‘Hamnet’, in ‘The Bride!’

Scegliendo, diversamente da altri registi che di questi tempi si affidano al remake (ricordiamo Nosferatu di Robert Eggers del 2024 e Dracula di Luc Besson del 2025), la strada della libera interpretazione della pellicola di James Whale, Gyllenhaal adotta altresì una chiave di lettura femminista che conferisce al film ulteriore dinamicità e forza propulsiva. Molto interessanti, in questo senso, i rovesciamenti di posizione che vedono i personaggi femminili assumere il ruolo che prima era occupato dai corrispettivi maschili: un passaggio di consegne che modifica gli equilibri in gioco e contribuisce a far sì che, in un certo senso, la storia ricominci di nuovo ma, questa volta, a ruoli invertiti.

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2026-03-17T07:00:00.0000000Z

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