La musica come lingua, senza passaporto
Dal Sudamerica gioioso al Mediterraneo antico e plurale. Al netto dell’assenza di Nneka, belle le scelte artistiche di Festate (tutti i dettagli in cronaca)
Di Enzo Giordano
Trentaquattresima edizione per Festate, il festival di culture e musiche del mondo che ha animato piazza Bernasconi a Chiasso nel fine settimana. Il tema scelto quest’anno – ‘Facciamo rete!’ – è un manifesto in sé: solidarietà, integrazione, condivisione. Due serate, due proposte internazionali di rango, un pubblico coinvolto e festante. La piazza di Chiasso si è confermata uno spazio vivo di incontro tra culture.
Super RAM
Andrés ‘O Positivo’ Ortiz (tastiere e voce), Flora Ortiz Lupi (voce e percussioni), Juan Sebastián Cardozo (basso e voce), Juan David Campo (sax e flauto), Jair Herrera (tromba e tastiere), David León (batteria). Fondato a Bogotá nel 2021 dal tastierista e compositore Andrés ‘O Positivo’ Ortiz, Super RAM ha bruciato le tappe: dal primo singolo ‘Triki Triki’ nel 2022 all’album ‘Himno a la Vida’ nel 2023, distribuito da The Orchard. Il gruppo ha già girato l’Europa – Womex a La Coruña, diversi festival in Germania, Svizzera, Olanda – portando ovunque la stessa energia straripante e contagiosa. Nota di colore: Andrés Ortiz e sua figlia Flora hanno doppia cittadinanza elvetico/colombiana, e sono legatissimi al Ticino!
Da subito una bella botta di vita: il tastierista-cantante è carismatico, la cantante bravissima e graziosissima e la band un motore inesauribile. Si lanciano immediatamente in un caleidoscopico reggaeton-jazz e il concerto proseguirà su questa scia: ritmiche tradizionali bombastiche e ibridate da un’impeccabile struttura armonica che ne esplora tutte le possibili commistioni. I due cantanti si destreggiano bene con l’italiano e sanno attirare le simpatie di un pubblico coinvolto e pronto a rispondere con entusiasmo. Le canzoni che il gruppo propone sono un invito ad abbracciare la vita attraverso un flow serrato: impossibile stare fermi. Ecologia, giustizia sociale, bellezza e unione sono i temi portanti di un progetto concettuale del quale si sente un gran bisogno in questi tempi bui. Andrés Ortiz è un instancabile animale da palcoscenico: coinvolge, riscalda e, alle tastiere, raccorda e fluidifica i vari piani sonori. Il gruppo, dal vivo, è un congegno micidiale che, nella propria coesione, trova il veicolo ideale. Belle anche le immagini proiettate alle spalle dei musicisti: non un semplice artificio visivo, ma un elemento integrato e funzionale. La formula di Super RAM è semplicissima: groove implacabile, hook orecchiabilissimi, melodie scorrevoli e simpatia a carrettate. “No alla guerra, no al cannone: pace e libertà!”. È il perfetto sunto del gruppo e del messaggio deliberatamente nonviolento che rimbalza tra le sue note gioiose. Colombe dalla Colombia… con un aggancio ticinese!
Stefano Saletti & Banda Ikona
Stefano Saletti (oud, bouzouki, voce), Yasemin Sannino (voce), Pejman Tadayon (ney, kamanche), Eugenio Saletti – figlio di Stefano – (chitarra acustica ed elettrica, bouzouki e voce) Mario Rivera (contrabbasso) e Giovanni Lo Cascio (batteria e percussioni). Romano, polistrumentista di rango, Stefano Saletti costruisce da tre decadi un archivio sonoro del Mediterraneo. Cinque album con Banda Ikona, collaborazioni con Giancarlo Giannini e Giorgio Albertazzi, finalista alle Targhe Tenco 2025 con l’ultimo lavoro, un artista che preferisce anticipare le mode anziché seguirle. Formazione solida e di vocazione acustica, Stefano Saletti & Banda Ikona ne hanno macinate di strade e autostrade, soprattutto quelle legate a storia e mito. A Chiasso si presentano in forma smagliante esprimendosi principalmente in Sabir, lingua franca nata dal vagabondare dei marinai e dalla vitale necessità di comunicare tra loro: un esperanto che è fatto della salsedine di un mare nostrum esuberante e fluido. Un’armata meticcia e foriera di fusione, dove antico e moderno si intrecciano tra Grecia, Italia, Maghreb, Spagna e Francia, in un abbraccio vivifico attestato sulle sponde di un Mediterraneo arcaico e contemporaneo insieme. ‘Mediterranima’ è il brillante distillato di questo connubio e narra l’interconnessione profonda e corale sviluppata sui commerci e gli scambi che, da sempre, uniscono quei popoli rivieraschi affacciati su coste solo apparentemente lontane, accomunate da un mare che unisce molto più di quanto separi. Strumentisti esperti, con l’Italia al centro di un crocevia magico, guardiani di un presidio vernacolare stratificato e plasmato dai secoli, sono i Cantori di un blob inafferrabile e straordinariamente acceso.
Due serate, due continenti, una sola idea di fondo: la musica come lingua che non ha bisogno di passaporto. Super RAM porta il Sudamerica scatenato e gioioso; Banda Ikona il Mediterraneo antico e plurale. Festate ha scelto bene (e ha fatto i miracoli sostituendo all’ultimo momento una indisposta Nneka Egbuna): nessuna delle due proposte puramente decorativa ed entrambe con qualcosa da dire, pronunciato in modo forte e chiaro.
CULTURE E SOCIETÀ
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2026-06-15T07:00:00.0000000Z
2026-06-15T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281990384220022
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