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Otto giovani sguardi sul mondo

‘La vita in un minuto’, storytelling autobiografico che coinvolge ragazzi e ragazze del Pretirocinio di integrazione. Ce ne parla Ricardo Torres

Di Beppe Donadio

Si chiamano Abdi, Arda, Aram, Carolina, Janda, Fatima, Kristina e Lewhat. Hanno riassunto in un tempo cinematografico molto breve il proprio sguardo sul mondo e lo stanno condividendo da alcuni giorni all’interno di ‘La vita in un minuto’, progetto curato dal ticinese acquisito Ricardo Torres – documentarista colombiano-svizzero nonché membro dell’Associazione REC – insieme alla giornalista Natascia Bandecchi e con la collaborazione della cineasta Agnese Làposi.

Gli otto ‘movimenti’ che compongono ‘La vita in un minuto’ stanno già puntellando le proiezioni del Film Festival Diritti Umani (Ffdul) in corso a Lugano. In questo progetto culturale e partecipativo promosso dalla REC stessa in collaborazione con l’Istituto della transizione e del sostegno (Its) e con il Ffdul, otto giovani del Pretirocinio di integrazione (Pti) hanno sintetizzato la propria storia personale, o parte di essa, in altrettanti cortometraggi autobiografici della durata, appunto, di un minuto circa. La presentazione ufficiale del progetto si terrà domani alle 18 al Cinema Iride, ma i corti stanno già anticipando singolarmente i film del Ffdul, in concorso e non.

Da quasi una decina d’anni, Torres tiene al Pti un laboratorio di comunicazione audiovisiva incentrato su video e fotografia, indirizzato all’apprendimento della lingua italiana. «Si tratta di un’esperienza molto arricchente per me», racconta Torres. «Essendo io stesso un migrante, capisco perfettamente il momento di transizione nel quale si trovano ragazzi e ragazze giunti in un Paese nuovo, messi davanti a nuove regole e nuove abitudini, da fare proprie per poi integrarsi, affrontando sfide che possono far paura. Entro molto in empatia con loro perché per quanto io sia arrivato in Svizzera a un’età ben più grande della loro, la sensazione è la medesima. E il fatto di essere a contatto con i giovani mi mantiene giovane».

Fuori dalle aule

Per il 49enne Torres, l’approdo al Ffdul avviene in modo assai naturale se si guarda ai contenuti del progetto e del festival, ma ancor più al legame tra la manifestazione e l’Associazione REC, già cimentatasi con un precedente laboratorio che coinvolgeva ragazzi e ragazze nella creazione di contenuti social del festival e, ancor prima, coinvolta – l’intera REC – nella comunicazione video dello stesso Ffdul. Ecco quindi che questa tipologia di lavoro autobiografico che Torres porta in classe da molto tempo trova l’opportunità di uscire dai luoghi in cui nasce.

«Il lavoro parte nelle aule di scuola con un esercizio di racconto autobiografico declinato all’immagine, cerchiamo di stimolare la memoria visiva, da lì partiamo per dare a ragazzi e ragazze l’opportunità di raccontarsi nel modo che preferiscono, andando a recuperare episodi importanti della loro vita. In questo, io punto molto sulle esperienze positive. I giovani scrivono nella propria lingua madre un racconto che, una volta concluso, viene tradotto e condiviso con il docente. Poi chiedo loro di selezionare un estratto, chiedendo la possibilità che sia condiviso

con la classe, scelta che porta a una registrazione vocale tramite la quale mettiamo in pratica la lettura ad alta voce nella lingua italiana. Per ultimo, chiedo di cercare nell’archivio di ognuno una serie di immagini che possano accompagnare questa voce. È lì che prende vita il cortometraggio». Ogni materiale è buono, anche se non tutti i giovani possiedono un archivio visivo: «Molti di loro hanno un viaggio migratorio alle spalle e in molti casi non hanno portato con sé alcun ricordo ‘fisico’. Cerchiamo insieme a loro questo linguaggio mancante».

Il podcast

Da una ventina che erano, i corti de ‘La vita in un minuto’ sono diventati gli otto di cui parliamo. Sono stati accompagnati verso la forma definitiva da Agnese Làposi, «fino a un livello professionale, mantenendo però la semplicità, l’autenticità del racconto», specifica Torres. ‘La vita in un minuto’ non durerà una settimana soltanto. Andrà oltre il Ffdul grazie al podcast ‘La vita, ieri, oggi, domani’, disponibile dal 15 ottobre sulle principali piattaforme d’ascolto. «In REC, quando ci siamo riuniti per completare i lavori, c’era Natascia Bandecchi, che

ha registrato una chiacchierata con ognuno dei ragazzi, un colloquio molto informale da cui sono nate le tre puntate del podcast che formano la seconda parte del progetto, e se nei corti viene raccontato solo qualche aneddoto, un tema specifico o un solo punto di vista, nel podcast si entra in profondità. Sono solo le loro voci, nessuna voce narrante, nessuno che guidi il discorso». La vita e basta.

Qual è stata la reazione di ragazzi e ragazze davanti al lavoro finito? «Sabato scorso – chiude Torres – abbiamo presentato internamente i lavori ed è stato molto emozionante vedere e sentire sullo schermo la storia di qualcuno che conosci. Un ragazzo ha usato la parola “affascinante”, che è proprio quella che userei anche io per definire tutto, oltre al bello di poter raccontare una piccola parte della propria vita, di scoprire che può essere interessante per qualcun altro, che può arrivare a un pubblico disposto ad ascoltare quel che si ha da dire. Ho percepito grande soddisfazione, vedremo cosa succederà domani al Ffdul: ho visto la reazione del pubblico nelle proiezioni che stanno anticipando i film, credo che vivremo un momento molto intenso».

CULTURE E SOCIETÀ

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2026-10-14T07:00:00.0000000Z

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