Il Piccolo Principe e le grandi marionette
Al via sabato la 44esima edizione del festival
Fino alla fine degli anni 70, l’arte delle marionette in Ticino era quasi dimenticata, ridotta ai vecchi ricordi d’anteguerra del Cavaliere Moretti e agli storici spettacoli della compagnia Colla di Milano. La rinascita di questa tradizione si deve a Michel e Michèle Poletti, stabilitisi a Lugano nel 1969. Attraverso spettacoli e popolari trasmissioni televisive (‘Cacciavitissimo’), i due artisti hanno riavvicinato il pubblico al teatro di figura, culminando nel 1979 con la nascita del Festival Internazionale delle Marionette al Palazzo dei Congressi di Lugano. Nonostante i mezzi limitati, l’iniziativa ha riscosso un immediato successo. Nel 1986, a causa di dissidi locali, il Festival si è trasferito ad Ascona, stabilendosi l’anno successivo al Teatro San Materno. Qui i Poletti hanno organizzato dodici stagioni multidisciplinari con oltre 600 spettacoli tra teatro, danza e world music. Dopo la chiusura del
teatro per inagibilità nel 1998 e una sosta forzata di cinque anni, la rassegna è tornata con successo a Lugano nel 2003 presso il Teatro Foce. Oggi l’evento continua la sua programmazione annuale, arricchita dalla nascita del Museo delle Marionette e tutelata da una convenzione con il Comune.
È questa, in estrema sintesi, la storia del Festival Internazionale delle Marionette, giunto alla sua 44esima edizione (al Teatro Foce dal 17 ottobre all’8 novembre), caratterizzato quest’anno da una equilibrata varietà di tecniche e stili, tra spettacoli prevalentemente per famiglie, alcuni per i giovani spettatori, altri dal potere seduttivo sul pubblico adulto. Come ‘Il Grande Lupo bulgaro’, in scena il primo novembre, che è poi il nome con il quale è conosciuto Teodor Borisov, maestro del teatro di figura le cui marionette a fili mescolano – senza l’uso della parola – musica, virtuosismo e immaginazione. Borisov sarà per la prima volta al Festival. Guardando al cartellone in ordine non cronologico, da citare il ‘Solo ombre (...cinesi!)’ dell’artista argentina Valeria Guglietti, che sabato 24 ottobre, per festeggiare i vent’anni di carriera, ha voluto condividere con il pubblico i suoi migliori sketch. Ma le marionette possono anche raccontare la speranza, come in ‘Lemba, piccola scimpanzé’, domenica 18 ottobre, spettacolo della compagnia spagnola Ángeles de trapo liberamente ispirato alla storia vera di una giovane scimpanzé strappata alla sua famiglia dai bracconieri, un invito rivolto al giovane pubblico a riflettere sui temi della deforestazione e del commercio illegale di animali selvatici.
Gli altri titoli
Andando invece in ordine cronologico, il Festival internazionale delle Marionette si apre sabato 17 ottobre con ‘Il Piccolo Principe e i suoi amici’ di Musicateatro – Compagnia Michel Poletti, e qui le marionette fanno rivivere lo straordinario viaggio e gli incontri del Piccolo Principe con la rosa, la volpe, il buffo re, il vanitoso e gli altri personaggi della celebre favola. Mercoledì 21 ottobre, Alberto Bastiani porta a Lugano la storia circense ‘Nella pancia dell’orso polare’, mentre domenica 25 ottobre il Teatrombria di Firenze presenta il suo ‘Hänsel e Gretel’, reinterpretazione della favola dei fratelli Grimm allestita dalla nota compagnia toscana con pupazzi, attori e tecniche innovative. Sempre il 25 ottobre, e sempre da Firenze, arriva ‘La valigia dei sogni’ della compagnia Follemente, spettacolo che ‘tira’ al varietà. Mercoledì 28 ottobre arriva, da Monopoli, il Nina Theatre di ‘Mettici il cuore’, che invece ‘tira’ al cabaret. Sabato 31 ottobre, ‘La mosca parapiglia’ del pisano Teatrino di Puck, spettacolo-gioco per i più piccoli. Mercoledì 4 novembre, da Savona, sarà la volta del ‘Gatto con gli stivali’ del Teatro dell’Erba Matta, dove a essere reinterpretata questa volta è la fiaba di Charles Perrault. Il giorno dopo il palco sarà del Laboratorio del Mago, da Mantova, per un ‘Cappuccetto in giallo’ in cui la favola (di suo un po’ truce) viene riletta con poliziesca ironia. Sabato 7 novembre, il Teatro Kirby di Vercelli presenta ‘La fame di Arlecchino’, spettacolo dedicato alle maschere della tradizione italiana, una proposta che avvicina il pubblico al mondo della Commedia dell’Arte. Sarà ancora il Piccolo Prinicipe luganese a chiudere il festival, domenica 8 novembre. Un Festival che per questo 2026 allarga le sue proposte con due eventi interattivi: un atelier di teatro d’ombre e, per la prima volta, un laboratorio di introduzione alla manipolazione delle marionette a fili (info e orari su www.musicateatro.net, biglietti in prevendita su www.biglietteria.ch).
CULTURE E SOCIETÀ
it-ch
2026-10-14T07:00:00.0000000Z
2026-10-14T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/282007564357856
Regiopress SA