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Non siamo andati sulla Luna (per finta)

Voce fuori campo autorevole, immagini d’archivio, interviste a Donald Rumsfeld, Henry Kissinger, Buzz Aldrin, Christiane Kubrick: c’è tutto quello che serve per fidarci, nel documentario ‘Opération Lune’ del regista francese William Karel. Ma – meglio dirlo subito – non possiamo fidarci, quando Karel e i suoi ospiti ci spiegano che le immagini dello sbarco lunare del 1969 erano state girate in studio da Stanley Kubrick su commissione della Nasa perché gli Stati Uniti, nel pieno della Guerra fredda, non potevano permettersi il rischio di non avere immagini.

‘Opération Lune’ è un ‘documenteur’, un falso documentario che alla fine rivela sé stesso come tale, e Karel ne rivendica apertamente le intenzioni: voleva dimostrare che mentire con le immagini è più semplice di quanto si creda, che testimoni reali possono essere decontestualizzati, che il montaggio crea connessioni inesistenti, che la forma documentaria abbassa le difese dello spettatore prima ancora che inizi il racconto.

Risultato raggiunto a metà. Quando il film andò in onda su Arte nel 2002, una parte del pubblico ci credette. Alcuni teorici del complotto usano ancora oggi estratti del film come “prova” dello sbarco fasullo, ovviamente senza i titoli di coda dove la finzione viene smascherata. Karel ricevette e-mail di congratulazioni per aver “rivelato la verità sulla Luna". Non dovrebbe accadere così questa sera alle 20.30 al cinema Iride di Lugano, dove il documentario sarà proiettato per la rassegna di mockumentary “Tutto vero (forse)” organizzata dal cineclub LuganoCinema93.

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2026-05-12T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/282016153954259

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