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Ssr, ‘solo’ 80 milioni di risparmi per il 2027

Obiettivo invariato: 270 milioni di tagli per il 2029

La Ssr dovrà risparmiare 80 milioni di franchi nel 2027 e non 125, come inizialmente previsto nel piano di Enavant, il progetto di trasformazione del servizio pubblico radiotelevisivo. Rimane tuttavia invariato l’obiettivo finale: 270 milioni da tagliare entro il 2029 per far fronte al limite del finanziamento deciso dal Consiglio federale. “Le misure di risparmio sono inevitabili a causa delle direttive politiche”, ha spiegato la direttrice generale Susanne Wille, citata in un comunicato dell’azienda. “È verso il pubblico che abbiamo un impegno prioritario”.

La gran parte dei tagli – il 95%, secondo la Ssr – verrà realizzata intervenendo su strutture e processi, preservando il più possibile l’offerta. Le misure concrete per il 2027 sono ripartite in cinque aree. La più rilevante riguarda la semplificazione

delle strutture direttive e l’eliminazione dei duplicati, cui si aggiunge l’ottimizzazione degli spazi immobiliari, per un risparmio complessivo di 35,2 milioni di franchi. Processi più efficienti, riduzione degli organi e l’impiego sistematico di contenuti comuni tra le regioni linguistiche porteranno altri 9,1 milioni. I nuovi metodi di produzione valgono 13,2 milioni, mentre la revisione dei partenariati, tra cui il riorientamento del Premio del cinema svizzero, contribuisce con 2,7 milioni. Infine, 3,7 milioni deriveranno da adeguamenti nell’offerta di programmi. “Le analisi dimostrano che i programmi di risparmio stanno producendo effetti più rilevanti”, ha spiegato il direttore Finanze Thomas Egger, sottolineando che i ricavi commerciali si sono recentemente stabilizzati, anche grazie ai grandi eventi, e che questo consente di distribuire i tagli in modo più equilibrato nel tempo.

Fra gli adeguamenti dell’offerta di programmi, che nel complesso valgono 3,7 milioni di franchi, uno dei più discussi sarà verosimilmente la rinuncia alla Champions League. La Ssr ha inoltre annunciato una maggiore focalizzazione sulla fascia di punta dei secondi canali televisivi, dando priorità ai contenuti con più ascolti, e un aumento delle repliche in radio.

Le reazioni

L’annuncio della (parziale) correzione di rotta ha suscitato diverse reazioni. L’Ssm, il sindacato svizzero dei mass media, ha accolto con soddisfazione il passaggio da 125 a 80 milioni di franchi di obiettivo per il 2027, leggendovi la conferma di una propria tesi: la situazione finanziaria della Ssr è più solida di quanto l’azienda abbia finora comunicato. Il capitale proprio supera abbondantemente il minimo autoimposto, i ricavi commerciali sono stabili – e nel 2025 sono addirittura cresciuti rispetto all’anno precedente – e la vendita della torre Rts di Ginevra porterà ulteriori circa 100 milioni di franchi nelle casse aziendali. Su queste basi, l’Ssm rinnova la propria rivendicazione: i tagli occupazionali possono essere realizzati senza licenziamenti, attraverso il turnover naturale del personale e una strategia mirata di riqualificazione interna. “La riduzione dei posti di lavoro decisa dalla Ssr non rappresenta una necessità, bensì una decisione assunta in piena consapevolezza delle circostanze”, sottolinea il sindacato, che chiede all’azienda di garantire ai propri dipendenti prospettive affidabili per il futuro.

Più critica nei confronti dell’impianto complessivo della trasformazione è Suisseculture, l’organizzazione mantello delle associazioni professionali dei creativi svizzeri. L’associazione riconosce le difficoltà finanziarie della Ssr, ma avverte che una ristrutturazione pensata solo in termini organizzativi e tecnologici rischia di marginalizzare la cultura in senso stretto – cinema, musica, letteratura, radiodramma, documentario, giornalismo culturale, festival – che è una componente essenziale del servizio pubblico, non un’attività accessoria. Per questo Suisseculture chiede che nella nuova struttura venga istituita una vera intendenza culturale: figure con competenze artistiche e un peso reale nelle decisioni aziendali. Come primo banco di prova, Suisseculture indica la nomina per il posto vacante in seno al consiglio d’amministrazione.

CULTURE E SOCIETÀ

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2026-06-18T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/282024743965024

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