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Addio a Daniele Amati, fisico teorico di fama

È morto nella notte tra lunedì e martedì il fisico teorico di fama internazionale Daniele Amati, che ha dato una impronta profonda e duratura nella storia della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa), da lui diretta dal 1986 al 2001. Amati, che avrebbe compiuto 95 anni il prossimo 11 agosto, fu anche responsabile della Divisione Teorica del Cern di Ginevra.

Chiamato da Paolo Budinich a raccogliere l’eredità del fondatore, Amati guidò una fase decisiva di crescita e trasformazione della Sissa, consolidandone il profilo internazionale e ampliandone gli ambiti di ricerca. Con la sua direzione nacque l’Area di Neuroscienze, che si affiancò alle storiche aree di Fisica e Matematica. Amati fu, inoltre, tra i pionieri dell’editoria scientifica open access: alla Sissa promosse la nascita del Journal of High Energy Physics (Jhep), una delle prime riviste scientifiche interamente digitali e gestite dalla comunità dei ricercatori. Fu pioniere anche nelle attività della Sissa nel dialogo tra ricerca e società e nella comunicazione della scienza.

Nato a Roma nel 1931 da famiglia ebrea, Daniele Amati fu costretto a trasferirsi in Argentina nel 1939 per sfuggire alle leggi razziali. A Buenos Aires nacque la passione per la fisica; la sua formazione fu segnata dall’incontro con le figure più influenti della fisica del Novecento, tra cui Richard Feynman, Enrico Fermi e Freeman Dyson. Dopo gli anni trascorsi tra Argentina, Brasile e Italia, nel 1959 entrò al Cern di Ginevra, dove lavorò per trent’anni. Collaborò con molti dei protagonisti della fisica moderna e della cultura e della politica internazionale, da Italo Calvino a Fidel Castro.

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2026-08-06T07:00:00.0000000Z

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