Era Erich von Däniken, il ‘ricercatore degli dei’
Si era fatto un nome a livello planetario come controverso studioso degli dei e degli extraterrestri, libri di archeologia misteriosa che hanno venduto milioni di copie nel mondo. Lo scrittore e pubblicista elvetico Erich von Däniken è deceduto sabato scorso all’età di 90 anni. Nato il 14 aprile 1935 a Zofingen, nel canton Argovia, durante la sua carriera ha scritto ben 49 libri, venduti in 75 milioni di esemplari e tradotti in più di 30 lingue, fra cui anche l’italiano.
Maya, Inca & Co.
Cresciuto in una rigida famiglia cattolica a Sciaffusa, da allievo di un collegio gesuita a Friburgo, Von Däniken imparò le lingue antiche, mettendo in discussione gran parte di ciò che leggeva durante le lezioni di latino e greco nelle traduzioni dell’Antico Testamento. È stato un fenomeno globale, salito alla ribalta come “ricercatore degli dei” che tenta di svelare miti e misteri in opere che intrecciano religione, archeologia e fantascienza. Dai Maya agli Inca passando per gli extraterrestri, von Däniken cercava di fornire spiegazioni per l’inspiegabile e per ciò a cui la scienza non sapeva rispondere. Pur ammettendo di non aver mai visto in prima persona un Ufo, lo scrittore sosteneva che gli alieni avessero visitato la Terra agli albori dell’umanità, facendo progredire la civiltà (la cosiddetta teoria degli antichi astronauti). Nel 1968 con ‘Gli extraterrestri torneranno’, von Däniken, che all’epoca lavorava in un albergo, scatenò il boom della fantascienza, conquistando le classifiche dei bestseller. Il New York Times parlò addirittura di un’epidemia di “Dänikenite”. Al romanzo d’esordio ne sono seguiti numerosi altri, nonché documentari e serie tv. Con la sua miscela di pseudoscienza e intrattenimento, von Däniken raggiunse un pubblico di milioni di persone, venendo sia ridicolizzato sia venerato. Nel 1973, Der Spiegel scrisse ad esempio della “bufala di Däniken”. Più di recente, si era fatto notare su Twitter (ora X) pubblicando spesso commenti sul cambiamento climatico e negando l’influenza dell’uomo su di esso.
Il flop del Mystery Park
Diventato imprenditore, le sue idee non ebbero lo stesso successo dei suoi libri: il parco a tema Mystery Park, a Interlaken, fu infatti costretto a chiudere per problemi finanziari nel novembre 2006, dopo solo due anni e mezzo di attività. La struttura era formata da sette padiglioni, ciascuno dedicato a un “mistero”: da Stonehenge alle piramidi di Giza, passando per i Maya e le linee di Nazca.
Descritto come carismatico, entusiasta, curioso e stimolante, von Däniken ha continuato a girare il mondo anche con l’avanzare dell’età. Nell’aprile 2025, in occasione della presentazione della prima biografia autorizzata in vista del suo 90esimo compleanno, aveva rivelato di aver viaggiato per 200 giorni nel corso dell’anno precedente.
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2026-01-13T08:00:00.0000000Z
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