Per i suoi trent’anni Poestate si regala Chaplin
Torna il festival, dal 4 giugno con ‘strappo alla regola’
Di Virginia Antoniucci
«Per me è magia: trent’anni fa non si pensava di arrivare a trent’anni con questo festival”. Armida Demarta, fondatrice e anima di Poestate, introduce così la trentesima edizione del festival, in programma dal 4 al 6 giugno. E in effetti c’è qualcosa di lievemente improbabile nel fatto che un festival di poesia – genere dato ciclicamente per spacciato – sia arrivato fin qui.
A ricordarne le origini c’è Claudio Chiapparino, uno dei pochissimi testimoni dell’anno zero, che con precisione storiografica ricostruisce la genesi del festival. «Trentesimo vuol dire 1997», dice, riportando il festival ai suoi primi passi sul lungolago, «a Rivetta Tell», quando la manifestazione cercava ancora una forma e uno spazio. Non è sempre stata nel patio municipale, oggi sua casa quasi naturale: Poestate, osserva Chiapparino, è stata anche «migrante sul territorio di Lugano», passando «dall’ex Macello, dal Foce», una piccola Odissea che ha trovato il suo porto nel patio del municipio. Quindi stessa location, stesso periodo dell’anno, ma il trentennale porta con sé uno strappo alla regola: «Per la prima volta nella storia di Poestate c’è un’edizione dedicata a qualcuno», annuncia. Quel qualcuno è Charlie Chaplin, figura che pesa, per usare le sue parole, «più di una tonnellata». Una scelta che ha il pregio di evitare l’omaggio polveroso: Chaplin non è il santino del genio, ma il punto di incrocio tra poesia, cinema, musica, gesto e modernità. E per magia – come ama ripetere Demarta – il festival avrà tra gli ospiti della prima serata Eugene Chaplin, figlio di Charlie, sul palco insieme a Jacky Marty e Daniele Finzi Pasca.
Il programma
Il programma del trentennale, del resto, sembra disegnato proprio per mostrare la natura irregolare e viva. Reinventarsi costantemente: è questo, secondo il sindaco Michele Foletti, il «grande segreto della longevità» di Poestate. Le tre serate coprono un arco temporale che va dall’archeologia letteraria fino a una zona più incerta, dove la poesia incontra la tecnologia. Si passa dagli incontri con voci diverse della scena letteraria – come Davide Brullo ed Elena Basile – ai momenti più ibridi, come ‘A volte ritornano’, dedicato a giovani autori locali già transitati dal festival. Non mancano i collegamenti a distanza: tra questi Moni Ovadia, che leggerà e racconterà la poesia del palestinese Mahmoud Darwish, insieme ad altri interventi da Italia, Spagna e Svizzera che allargano il perimetro. A segnare il punto di arrivo di questo trentesimo – non tanto una chiusura, quanto il momento in cui la poesia si misura con ciò che viene dopo – la sessione dedicata all’intelligenza artificiale, curata da Fosco Valentini e Roberto Gorini. Accanto a questo, Poestate mantiene il suo sistema di relazioni. Torna Radio Poestate, radio temporanea trasmessa via YouTube, con Antonella Scipioni, Jenny Alessi e la stessa Demarta a tenere il filo delle serate. Prosegue la collaborazione con la Biblioteca cantonale di Lugano, che apre ogni sera con un segmento dedicato – tra cui le traduzioni di Valduga e Held e l’omaggio a Mariella Mehr. Ancora più longeva è la collaborazione con la Casa della Poesia di Milano, che Demarta considera parte della genealogia stessa del festival. «Non smetterò mai di ringraziare – dice – perché se questa collaborazione va avanti da anni, lo devo a quello che è stato il grande letterato del Novecento, Giancarlo Majorino».
Il programma non si ferma alla poesia in senso stretto. Ci sono installazioni – come l’“intreccio” partecipativo di Stefania Bertini – esperimenti sonori, e soprattutto il progetto di Fabrizio Consoli, che porta in musica i testi di Pasolini. Mentre celebra le sue nozze di perla, Demarta esprime un desiderio: che il festival resti «sempre da ponte, da piattaforma per contatti e produzioni per il futuro», fedele a quella vocazione d’avanguardia che lo accompagnava già nel lontano 1997.
CULTURE E SOCIETÀ
it-ch
2026-03-26T07:00:00.0000000Z
2026-03-26T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/282097758239519
Regiopress SA