Municipio, Polcom e pompieri al lavoro sul tema incendi
Il proprietario della discoteca Million: ‘Superate tutte le verifiche e ho chiesto alla gerente di non usare più le candele scintillanti’. Interrogazione Verdi-Fa
di Marino Molinaro, Fabio Barenco e Sebastiano Storelli
Dopo Crans-Montana, locali sotterranei e notturni osservati speciali: la Città istituisce un gruppo di lavoro e il proprietario del Million chiede alla gerente di non usare più le candele scintillanti.
Dalle intenzioni ai fatti. Il Municipio di Bellinzona ha deciso ieri di analizzare in modo preciso il rispetto delle norme antincendio in alcuni locali pubblici presenti in città, in particolare quelli sotterranei accessibili attraverso delle scale e che di volta in volta richiamano un numero significativo di avventori notturni. Dopo le dichiarazioni rilasciate ai media dal sindaco Mario Branda nelle ore successive alla tragedia di Crans-Montana – spiegazioni dalle quali emergeva la richiesta immediata delle autocertificazioni allestite dai proprietari degli immobili facendo capo a degli specialisti – l’esecutivo si è chinato sull’argomento in modo pragmatico. «Anzitutto posso confermare che abbiamo riscontrato una corretta applicazione della Legge cantonale vigente e dalle perizie antincendio di cui siamo in possesso emerge in tutti i casi il rispetto delle norme», ci spiega il municipale Mattia Lepori, capodicastero Territorio e mobilità dal quale dipende anche il Settore edilizia privata. «Partendo da questo importante presupposto, e considerata la giustamente accresciuta sensibilità sul tema, intendiamo ora eseguire degli accertamenti supplementari, visitando le strutture potenzialmente delicate, cercando di capire se sia veramente tutto nella norma e se i materiali usati siano conformi. Controlli che la Legge cantonale sulla protezione antincendio non impone, lasciando ai Comuni un margine di apprezzamento». Tant’è che la Città di Lugano già da tempo ha introdotto la prassi di un sopralluogo biennale su una dozzina di locali ‘sensibili’.
A Bellinzona c’è poi il tema del Carnevale Rabadan, che da una parte riguarda il comitato organizzatore, responsabile dei propri capannoni, e dall’altra i singoli esercenti di bar e titolari di tendine. Su questo punto – spiegava il sindaco il 2 gennaio – le verifiche comunali ci sono e sono severe. «Ora, riteniamo doveroso fare lo stesso con gli esercizi pubblici presenti nel sottosuolo, perché quanto accaduto a CransMontana ha comprensibilmente sollevato interrogativi e preoccupazioni anche tra la popolazione di
Bellinzona», dichiara Mattia Lepori aggiungendo che è stato anche costituito un gruppo di lavoro da lui coordinato e formato da rappresentanti del Settore edilizia privata, della Polizia comunale e del Corpo pompieri. Nei prossimi giorni la prima riunione permetterà di stabilire la ‘road map’, partendo dalle verifiche ritenute urgenti, in vista ad esempio anche del Rabadan, «e immaginando un modus operandi più a lungo termine attraverso magari una specifica ordinanza municipale».
‘Ora dovrebbero vietarle’
«Nel caso fosse necessario implementare misure antincendio supplementari, sarà mia premura procedere nel modo più veloce possibile». Ad affermarlo è
Riccardo Schlee, proprietario dello stabile che ospita il locale notturno Million Disco Club di Bellinzona, nel quartiere delle Semine, in passato noto come Ramarro. L’immobile è in possesso di «un certificato di collaudo antincendio valido». Inoltre «un perito ha verificato la situazione circa un anno fa. Verifica che ho richiesto di mia iniziativa, visto che in quel periodo c’era stato un cambio di gestione». Locale dove nel corso dei mesi sono state più volte accese candele scintillanti attaccate a bottiglie. Oggetti che Schlee ritiene «pericolosi» e che sono stati all’origine del rogo scoppiato a Crans-Montana. «Dopo quanto successo dovrebbero essere vietati, perlomeno all’interno di esercizi pubblici», afferma il proprietario. «Ho quindi chiesto alla gerente, che deve fare la sua parte, di non più utilizzarli». In ogni caso Schlee non ritiene che il locale sia pericoloso, «ma sarebbe meglio evitare di utilizzare questi oggetti. Anche se in 54 anni di attività non è mai successo nulla di questo genere, sono questioni che prendo molto sul serio».
‘Siamo a norma, personale istruito’
«Stiamo effettivamente prendendo in considerazione la possibilità di rinunciare alle candele scintillanti». Daniela Popa, gerente del Millenium di Bellinzona, è rimasta scioccata «come chiunque altro» da quanto successo a Crans-Montana, ma sottolinea che il suo locale «è perfettamente a norma. L’ho preso in gestione un anno fa e mi sono dovuta sottoporre agli accertamenti di legge, che hanno toccato tutti gli aspetti legati alla sicurezza, non soltanto la prevenzione degli incendi: in assenza della certificazione rilasciatami, non avrei avuto il permesso per aprire la discoteca. Tra l’altro, proprio sabato scorso la polizia ha eseguito un ulteriore controllo». Dalla tragedia di Capodanno tutti cercano di trarre una lezione per migliorare la sicurezza. Anche Daniela Popa ci ha riflettuto, con uno spazio di manovra tuttavia limitato da un livello di sicurezza ritenuto già molto elevato: «Se necessario siamo disposti a migliorarci giorno dopo giorno per mettere in sicurezza tutti quanti, compresi noi che in questo locale lavoriamo. Abbiamo fatto tutto il possibile, per essere più a norma di così proprio non saprei cosa fare. Io sono sempre presente e lo stesso vale per l’impiegato che ha preso parte al corso formativo impartito dall’ispettore antincendio in occasione della sua visita di controllo». Sulla sua pagina Facebook, tra l’altro, la direzione del Million oltre a pubblicare le immagini delle bottiglie scintillanti comunica che venerdì 9 gennaio la discoteca rimarrà chiusa: “La tragedia di Crans-Montana ci ha profondamente colpiti. In occasione della giornata di lutto nazionale desideriamo unirci al cordoglio per le vittime e manifestare vicinanza a chi sta affrontando questo momento di dolore. In segno di rispetto, venerdì sera il club resterà chiuso”.
La consigliera: ‘Vigilanza permanente’
A Bellinzona sono presenti “diversi locali notturni situati in edifici storici e in spazi sotterranei con accessi limitati e configurazioni strutturali complesse”, rileva in un’interrogazione la consigliera comunale
Elisa Chiapuzzi del gruppo Verdi-Fa. E la sicurezza relativa a questi spazi – come vie di fuga, impianti antincendio, capienza massima e accessibilità per i soccorsi – è ritenuto “un elemento essenziale per la tutela dei clienti e del personale”. A seguito del dramma avvenuto in Vallese, Chiapuzzi auspica quindi “una vigilanza permanente”, mettendo in pratica “qualsiasi provvedimento necessario per garantire la sicurezza nei locali”. E questo anche in vista “dell’imminente periodo carnascialesco”, durante il quale questi locali saranno “gremiti” di giovani. Sollecitato quindi “un elenco degli esercizi pubblici situati in locali sotterranei o seminterrati, e delle relative autorizzazioni di esercizio; quali verifiche strutturali e di sicurezza vengono effettuate prima del rilascio o del rinnovo delle licenze; con quali frequenze e da chi vengono effettuati i controlli antincendio (ditte preposte, polizia del fuoco, pompieri, altri)”. Chiede inoltre se tutti i locali sono “dotati di un numero sufficiente e adeguato di vie di fuga, di uscite di emergenza chiaramente segnalate e sempre accessibili”, così come “se sono presenti estintori e impianti di rilevazione del fumo laddove richiesto”. A questo proposito chiede pure in che modo viene “verificato il rispetto della capienza massima autorizzata soprattutto nei locali sotterranei”. Non da ultimo Chiapuzzi domanda se l’esecutivo cittadino ritenga che “l’attuale quadro normativo e i controlli siano adeguati” o se invece “emergano delle criticità”, e se siano “previste misure supplementari, quali controlli più frequenti nei locali a maggiore rischio, obblighi di formazione specifica per il personale o un rafforzamento delle sanzioni in caso di infrazioni”.
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