‘Le due iniziative finanziate dal contenimento della spesa’
Ecco la proposta Udc. Implementazione integrale senza ‘spacchettamento’ dal 2027 e un decreto per trovare i finanziamenti con un piano da qui al 2029
Di Giacomo Agosta
Lo propone l’Udc attraverso un decreto. Bühler: ‘Subito l’applicazione integrale di entrambe, come voluto dal popolo, e un piano per avere le coperture entro il 2029’.
Un’implementazione integrale dal 1° gennaio 2027, proprio come voluto dal popolo, senza rinvii o mezze applicazioni. Ma, allo stesso tempo, un chiaro percorso di finanziamento che renda sostenibili per le casse cantonali le due iniziative sulle casse malati approvate alle urne lo scorso 28 settembre, quella leghista per la deducibilità integrale dei premi e quella socialista per limitarli al 10 per cento del reddito disponibile.
È la proposta messa sul tavolo della commissione parlamentare ‘Gestione e finanze’ dall’Udc, elaborata insieme a Sergio Morisoli, già segretario del Dipartimento delle finanze e dell’economia. Un’alternativa allo “spacchettamento” proposto da Fiorenzo Dadò (Centro) e accettato – tra qualche mugugno – da tutte le altre forze politiche. Tutti, ma non i democentristi. «Per noi il principio da seguire è chiaro: quando il popolo vota il Legislativo e l’Esecutivo devono semplicemente applicare quanto approvato alle urne. Senza spacchettamenti e, soprattutto, senza rinvii», spiega a ‘laRegione’ il capogruppo democentrista Alain Bühler. L’Udc ha quindi elaborato un suo rapporto nel quale indica, come detto, l’inizio del 2027 quale data di entrata in vigore delle due iniziative. Insieme al rapporto c’è poi anche il passaggio successivo, quello fondamentale: la copertura finanziaria di questa nuova importante spesa. «Non andiamo a operare tagli lineari, ma applichiamo per decreto una disciplina di bilancio che il governo avrebbe dovuto già adottare da anni», afferma Bühler. La proposta democentrista è di operare su tre voci di spesa: il personale, i beni e servizi, i trasferimenti. Quest’ultimo intervento, viene precisato nel decreto, non deve andare a toccare i sussidi diretti alle persone meno abbienti. «Il parlamento fissa le regole, l’Esecutivo le applica. È così che funziona la democrazia. E il parlamento», aggiunge Bühler, «non dovrà fuggire dalle sue responsabilità o chiedere marce indietro quando ci sarà da votare il Preventivo».
‘Rientrare nella media’
Nel concreto, l’Udc chiede di riportare le uscite di queste tre voci di spesa al valore della media degli ultimi tre Consuntivi (2023/2024/2025) e del Preventivo 2026. Detto altrimenti: si calcola quanto ha speso in media il Cantone negli ultimi anni e si fa in modo che le uscite per i prossimi tre anni (2027/2028/2029) non superino quella soglia. «Abbiamo comunque previsto nel decreto una percentuale di crescita della spesa per due voci su tre, e questo rende ancora più attuabile la nostra proposta», rimarca il democentrista. Per il personale il decreto prevede un aumento annuo di spesa massimo dello 0,2 per cento. Per le spese di trasferimento del 2,5 per cento annuo, mentre per beni e servizi ci deve essere una decrescita di almeno il 2 per cento annuo.
«Si tratta di un decreto che i cittadini conoscono già. La base del famoso ‘decreto Morisoli’ era questa: un tetto alla spesa, non tagli lineari. Quel decreto il governo lo ha ignorato per anni e il conto lo stiamo pagando adesso. Noi non vogliamo ripetere lo stesso errore. Per questo il nostro decreto prevede una proroga automatica: se entro il 2029 la copertura non è raggiunta, i vincoli restano in vigore finché i conti non tornano. Non ci fidiamo delle buone intenzioni, ci fidiamo dei meccanismi», afferma Bühler. Tornando alle cifre. «Per il Cantone si tratta di trovare 181 milioni di franchi per applicare integralmente le due iniziative»: 51 milioni per la deduzione integrale dei premi e 130 per il limite al 10 per cento. «Abbiamo calcolato la media della spesa cantonale degli ultimi tre Consuntivi e del Preventivo 2026 su queste tre voci», riprende Bühler. «Per il personale si è speso 1 miliardo e 204 milioni di franchi. 343 milioni per i beni e servizi. Per le spese di trasferimento 1 miliardo e 150 milioni al netto dei sussidi ai meno abbienti. Tra tutti questi miliardi il margine per trovare 181 milioni c’è. Chi dice il contrario non ha fatto i conti, o non vuole farli». Sul tema delle tasse il capogruppo democentrista non lascia spazio a interpretazioni: «Se i cittadini votano per tenere qualcosa in più nel borsellino, non si risponde alzando le tasse. Sarebbe uno schiaffo alla volontà popolare».
Il piano messo sul tavolo, afferma Bühler, è da vedere in prospettiva. «La nostra proposta genera per il 2027 del deficit: introduce un tetto alla spesa ma non una copertura immediata e totale». Il primo anno sono da prevedere 85 milioni di disavanzo, che scendono a 32 il secondo anno. «Nel 2029 si genererà invece un surplus di circa 50 milioni. I conti tornano, senza toccare le tasse». Sull’arco del triennio la manovra sulle tre voci genera complessivamente 592 milioni di risparmi rispetto alla traiettoria del Piano finanziario governativo. «I numeri sono chiari. Non manca la matematica, manca la volontà politica». Non sono previsti riversamenti di oneri finanziari netti sui Comuni. «Applicando subito le iniziative i Comuni si trovano con 40 milioni di minor gettito», afferma Bühler. «Ma non lo abbiamo deciso noi, lo ha deciso il popolo il 28 settembre. Sono i cittadini ticinesi ad aver scelto di pagare meno tasse sulle casse malati, e questo vale anche a livello comunale. I sindaci che si lamentano sono gli stessi che avevano fatto campagna contro le iniziative. Ora devono rispettare la volontà dei loro stessi cittadini, esattamente come deve farlo il Cantone». E sulla capacità dei Comuni di reggere l’impatto, Bühler non ha dubbi: «Gli enti locali ticinesi sanno gestire le finanze pubbliche. Spesso molto meglio di quanto lo faccia il Cantone. Non mi preoccupo per loro, mi preoccuperei piuttosto di chi, a Bellinzona, ha ignorato per anni i decreti del parlamento e oggi viene a dirci che non ci sono soldi».
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