Artisti indipendenti, il Pc chiede più tutele
Il governo deve elaborare un contributo rivolto agli artisti residenti in Canton Ticino, sull’esempio di quanto già fatto in Francia che “da alcuni anni eroga il contributo alle persone attive nell’ambito delle arti che dimostrano di aver lavorato per almeno 507 ore negli ultimi 12 mesi”. A chiederlo è una mozione inoltrata al Consiglio di Stato dai due deputati del Partito comunista, Massimiliano Ay e Lea Ferrari, che stigmatizzano quella che viene definita “intermittenza del lavoro culturale” e chiedono un cambio di rotta. Lo scopo del contributo, scrivono nel testo, “è togliere dalla precarietà le e gli artisti del nostro cantone, lavoratrici e lavoratori che per la natura del proprio mestiere subiscono inevitabilmente l’irregolarità e l’imprevedibilità degli ingaggi e delle assegnazioni di bandi o altri mandati”. La mancanza di regolamentazione per il Pc “impoverisce non solo le stesse e gli stessi professionisti che devono dedicarsi spesso ad altre fonti di reddito privandosi del tempo necessario da dedicare all’arte. Al contempo, la scena artistica ne risente: rischia di essere arida ed esterofila (dobbiamo prendere gli artisti da fuori) e appannaggio di chi ha una rendita o altri mezzi propri”.
CANTONE
it-ch
2026-05-21T07:00:00.0000000Z
2026-05-21T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/282265262076004
Regiopress SA