Spunti e proposte per la vecchia scuola
Municipio e consiglieri comunali discutono del futuro dello stabile, da anni in disuso. Tra le idee da approfondire, quella degli spazi per l’home working
di David Leoni
Gli edifici, anche quelli più simbolici per una comunità, nel tempo – complice non di rado lo spopolamento – possono perdere la propria funzione. Questo cambiamento può, però, diventare il punto di partenza per qualcosa di nuovo. Con gli spazi che assumono nuove funzioni, che accompagnano le nuove necessità della comunità. La riconversione di una scuola in disuso come quella di Ronco s/Ascona in uno spazio di smart working o home office potrebbe essere, ad esempio, un’eccellente operazione di rigenerazione urbana. Sfruttare i vasti locali su più piani un tempo destinati all’apprendimento per offrire ai potenziali interessati ampie metrature dove poter svolgere la propria attività lavorativa ‘anywhere, anytime’, ovunque e in qualsiasi momento, potrebbe essere la carta giusta.
Sul tavolo diverse idee
A Ronco s/Ascona, lunedì le autorità (Municipio e consiglieri comunali) hanno voluto approfondire la proposta con un incontro extra muros. Ripensato nelle sue funzioni, l’immobile un tempo sede delle scolaresche del paese (oggi i bambini seguono la loro formazione scolastica a Brissago) è stato oggetto di tutta una serie di interventi di risanamento e adeguamento dopo la terribile grandinata del 2023 (con un investimento complessivo dell’ordine di 700mila franchi). Privo di una precisa destinazione (oggi accoglie unicamente una raccolta di quadri dell’artista Jan Schutter, che ha vissuto a lungo nel nucleo di Ronco) si appresta dunque a cambiare pelle, assumendo un nuovo potenziale. Come ci spiega il sindaco, Paolo
Senn, si vuole dare nuova vita a ciò che già c’è, senza bisogno di costruire tutto ex novo. Trasformare i vecchi locali dismessi in luogo di lavoro da remoto o in maniera flessibile diventa occasione di socialità, innovazione e impatto territoriale. «Questa è una delle proposte sulle quali abbiamo iniziato a ragionare – osserva Senn –. Ma durante la discussione, costruttiva, ne sono ovviamente uscite altre. C’è chi suggeriva l’inserimento di un piccolo museo, chi un bar, chi un locale per riunioni o a disposizione delle associazioni; c’è anche chi ha suggerito di creare un piccolo salone da parrucchiera per le persone anziane del paese. Insomma una gran varietà di idee che andranno approfondite e soppesate».
Attirare in paese potenziali domiciliati
Il Municipio e alcuni consiglieri strizzano però l’occhio allo spazio da mettere a disposizione per l’home office e lo smart working. Per capire quali potrebbero essere i suoi fruitori (solitamente freelance, grafici, comunicatori, startupper, artisti) bisogna guardare oltre Gottardo: «L’intuizione è semplice quanto potente – prosegue il sindaco –. Attirare professionisti a Ronco mettendo loro a disposizione l’occorrente per poter lavorare dal luogo di soggiorno scelto e offrendo loro anche un letto, se del caso. Nella speranza che poi, tra coloro che approfitteranno dell’offerta, qualcuno decida magari di stabilirsi definitivamente a Ronco e porti qui il suo domicilio. Futuri abitanti, insomma».
Un modo per contrastare fenomeni ormai strutturali come la denatalità, l’invecchiamento e l’esodo verso altri Comuni più attrattivi. Offrendo spazi di qualità, stanze in cui pernottare per qualche giorno, connessione digitale e l’occorrente per un lavoro flessibile a prezzi accessibili e uno splendido paesaggio si arriva a creare una leva potente di richiamo. Nella speranza di dare vita a una rete di relazioni, costruire fiducia e generare nuove dinamiche sociali e indotti. «La forza della nostra proposta risiede nei costi: saremmo in grado di mettere a disposizione degli interessati locali a prezzi d’affitto nettamente inferiori a quelli proposti nei Comuni viciniori. Se si pensa che altrove all’anno chiedono affitti superiori ai 30mila franchi... Noi qui potremmo arrivare a chiedere semplicemente il pagamento delle spese correnti (luce, rifiuti e acqua, per intenderci) o di una piccola retta. Saremmo sicuramente più che concorrenziali sul mercato. Chiaro che occorrerà ancora provvedere al mobilio delle sale, ma sicuramente l’operazione non comporterà ulteriori spese rilevanti». La prossima tappa? «Occorrerà chinarsi sulle varie proposte e capire quali sono sostenibili e quali no. Non tutte, infatti, possono reggersi sulle proprie gambe. Penso ad esempio alla creazione di un bar, che oltre a creare concorrenza alle strutture già presenti in paese necessita di una massa critica che a Ronco non abbiamo. Una volta fatti due calcoli sulle varie idee, previo il consenso dei consiglieri comunali, ci attiveremo per la sistemazione definitiva dello stabile.
LOCARNO E VALLI
it-ch
2026-05-21T07:00:00.0000000Z
2026-05-21T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/282428470833252
Regiopress SA